[DU weekend] ZMOT, ecommerce, numeri dai social

Scritto il 6 settembre 2014 da Alessandra Farabegoli

Molta carne al fuoco anche oggi, partiamo subito:

Zero Moment Of Truth sempre più importante (eng)

Nel 2011 Jim Lecinski di Google introdusse il concetto di Zero Moment Of Truth (ZMOT), quella fase che sta fra la consapevolezza, anche vaga, di un bisogno, e la decisione d’acquisto, e che impieghiamo, in una quota sempre più rilevante, a cercare informazioni online. A distanza di tre anni, lo stesso Lecinski fa il punto sull’evoluzione dei nostri comportamenti, e su quel che le aziende possono fare per “intercettare” le persone in questa fase (già che siamo in argomento, ci sono ancora alcuni posti disponibili nel corso SEO e contenuti che convertono).

Conversioni interrotte sul più bello

A volte le aziende “vincono” nella fase ZMOT, progettando prodotti e servizi che rispondono a bisogni reali e raccontandoli nei modi e nei luoghi giusti: ma poi, proprio sul più bello, una cattiva esecuzione nelle fasi finali (distribuzione e assistenza) rovina tutto. Su questo, Paolo Ratto ha scritto un bel post, leggilo.

Twitter Ads per tutti anche in Italia

La notizia è freschissima: da ieri chiunque, senza soglie di budget, può attivare campagne a pagamento su Twitter (leggi il post di Tiziano Fogliata). Del resto, anche le statistiche Twitter sono state aperte di recente a tutti gli utenti, senza più chiedere alcun tipo di accreditamento – ne scrive Marco Viviani su Webnews.

Pinterest Analytics nuova versione, in due puntate

Sul blog di Vincenzo Cosenza, due lunghi articoli sulle analytics di Pinterest, nella versione rinnovata di recente: studiale, qui la prima puntata e qui la seconda. Già che sei da quelle parti, dai un’occhiata anche all’aggiornamento luglio 2014 dell’ormai leggendaria mappa dei social network nel mondo.

Ecommerce: 15 esempi di pagine prodotto fatte bene (eng)

Li ha raccolti e commentati Econsultancy, spaziando dal design all’abbigliamento, dall’elettronica al food. Guarda, leggi e ispirati ai migliori!

Cosa ho imparato in due mesi da freelance nomade

La settimana scorsa ho linkato un articolo in cui Noah Kagan raccontava cosa aveva imparato facendo il baby sitter al nipotino; oggi è la volta di Francesca Marano, che riflette sulle lezioni apprese in due mesi di essenzialità non proprio scelta, ma imposta dalle circostanze. Un’altra conferma di quanto serva uscire dalla propria confort zone!

Accenti, trattini e caratteri speciali: come farli?

Trovo odioso l’uso errato degli apostrofi per le lettere accentate, ma confesso la mia impreparazione su trattini e virgolette: se anche tu hai bisogno di un ripasso, vai a studiare Virgolette Accenti Lineette, una guida che spiega qual è il carattere giusto a seconda dell’uso, e come digitarlo usando la tastiera del Mac; ma qualunque sistema operativo tu usi, c’è anche una guida a tutti i caratteri speciali su tastiere Windows, Linux e Mac.

Contro il perbenismo linguistico

Non confondere però l’uso corretto dell’ortografia con l’applicazione rigida di un registro linguistico colto: ne scrive, in un post godibilissimo, Luisa Carrada, e a me fa venire in mente la meravigliosa risposta che lo staff di Treccani dà a un quesito sulla forma plurale corretta di curriculum: le regole possono essere modulate, per far funzionare meglio la comunicazione.
Buona scrittura e buona lettura :)