Mi avete fatto delle domande di grafica, e per rispondervi ho girato un video. Gli argomenti:

  • min. 00:04 – Software semplici di grafica
  • min. 03:35 – Creare grafiche per frasi motivazionali
  • min. 07:50 – Tratto naturale e disegno a mano con Photoshop
  • min. 10:45 – Impaginare i loghi nelle locandine
  • min. 13:50 – Scontornare le foto

Iniziamo.

Per la modifica di immagini da usare in progetti web o social io consiglio ai miei clienti di usare in autonomia uno strumento come iloveimg.com.
Tu usi un altro approccio? Puoi consigliare altri strumenti simili?

Dipende.
Dipende dalle competenze del cliente, dal CMS che sta usando (non tutto il mondo usa WordPress) e dalle esigenze specifiche.

Se il cliente usa WordPress e se la sua esigenza è ritagliare le immagini, ridimensionarle, ruotarle, WordPress ha già tutti gli strumenti per poterlo fare.
Se il cliente ha anche bisogno di applicare filtri alle foto, o di fare bilanciamento colore, ci sono dei plug-in apposta, sempre per WordPress. L’idea di fondo è quella di fargli fare tutto all’interno di un’unica piattaforma: risulta molto più semplice e veloce, senza dover passare per vari programmi, salvare file, ritrovarli. Ho notato che le persone con scarsa dimestichezza informatica sono molte più di quel che credevo, e per loro può diventare complicato anche capire come gestire diverse copie dello stesso file, può indurli in errori, incomprensioni, confusione.

A volte i clienti possono avere qualche esigenza più avanzata, come scontornare, o creare una scritta, o disegnare sopra una foto, o cancellare una persona da una foto.

Alcune di queste operazioni sono relativamente semplici:

  • Per modificare una foto, cioè per fare bilanciamento colore avanzato, fotoritocco, fotomontaggi etc, durante i miei corsi faccio usare Photopea, che è un software gratuito che si dà come obiettivo quello di diventare il Photoshop online, e infatti ne imita l’interfaccia, le funzionalità, le modalità di utilizzo, le scorciatoie da tastiera. Ovviamente è più limitato e ha qualche bug, ma è comunque un ottimo strumento e può anche essere propedeutico per passare un giorno a Photoshop.
  • Per applicare scritte, linee, bordi, frecce, o per disegnare grafici, ai miei corsi faccio usare Gravit, che è un software vettoriale molto completo. A livello di facilità di utilizzo non è semplicissimo, quindi potrebbe non andare bene per tutti.
  • Per applicare filtri e fare piccoli ritocchi alle immagini, un software semplice è Pixlr.

Come scegliere le proporzioni tra testo, cornici varie e spazio vuoto quando si preparano delle grafiche con le frasi da pubblicare sui social? Tipo le frasi motivazionali…

La prima cosa da fare è organizzare gli spazi per i contenuti in modo che funzionino con frasi di qualunque dimensione; dobbiamo quindi prendere due esempi di frase, una molto lunga e una molto breve, e fare in modo che funzionino con lo stesso font nelle stesse dimensioni (per coerenza e riconoscibilità). Ecco ad esempio due frasi-limite:

  • Lavorare stanca. (Cesare Pavese)
  • Sono considerato un lavoratore instancabile, se vogliamo considerare il pensiero e la riflessione come un lavoro. Se il lavoro invece è una prestazione eseguita in un determinato tempo e in un ruolo ben definito, allora sono il peggiore degli scansafatiche. (Nikola Tesla)

Poi dobbiamo pensare a quali altri elementi dobbiamo includere: di solito il logo, a volte un indirizzo web. Qualcuno potrebbe voler mettere la foto dell’autore della frase, o il pay-off dell’azienda.

Infine dobbiamo raccogliere le indicazioni grafiche della nostra immagine coordinata, se ne abbiamo una. E se non ne abbiamo una, è la buona occasione per provare a definire qualche paletto.

In linea di massima è bene avere uno stile identificativo, quindi non è una cattiva idea quella di dare un’occhiata a cosa fanno i diretti concorrenti, per non rischiare di assomigliargli troppo. Aiuta mettere un elemento grafico distintivo, che può essere una righina, un angolo, una sfumatura, una decorazione, una cornice.

Ti consiglio comunque di non usare i template, perché presto ti ritroverai a dare a ogni frase una grafica diversa, non riconoscibile e nemmeno distintiva, visto che i template sono usati da migliaia di persone.

Iniziamo quindi inserendo tutti gli elementi dentro al nostro impaginato, partendo dalla frase più lunga. Trovare il giusto equilibrio è questione di esercizio e un po’ di esperienza. Ti posso dire però quali sono gli errori più comuni da evitare e cosa non dovresti fare:

  • Non lasciare poco spazio tra gli oggetti, pensando che sia una buona idea quella di mettere il testo il più grande possibile. C’è bisogno di spazi di respiro per rendere distensiva la lettura: la mente è pigra, se percepisce la lettura come una fatica la salta;
  • Non collocare tutti gli elementi vicini ai bordi, lasciando il centro vuoto: in mezzo ci va la cosa importante;
  • Distribuisci bene gli oggetti, facendo attenzione a rispettare una griglia di impaginazione, anche solo immaginaria;
  • Non esiste solo l’allineamento al centro, puoi provare altre soluzioni più originali;
  • Se avverti che c’è troppa roba, togli: concediti la possibilità di cambiare idea passando dalla teoria alla pratica;
  • Cerca di dare una riconoscibilità grafica a tutti i tuoi impaginati, rifacendoti ad altri stili e colori che già utilizzi.

A me piacerebbe sapere come si fa a disegnare a mano, nel senso a mano con il Mac!
Vabbè non si è capito, ma fare quegli effettini fighi con Illustrator.

Illustrator è un programma vettoriale e non è l’ideale per ottenere un tratto sporco. Al contrario, è ideale per linee pulite.

Quindi di solito queste cose si fanno con Photoshop o con qualche programma alternativo come Procreate o Krita. Io ti mostro Photoshop.

Dentro a Photoshop ci sono i pennelli. Sono già disponibili una serie di pennelli dal tratto naturale: alcuni sono dei veri pennelli virtuali nei quali si può impostare addirittura il numero e la lunghezza delle setole, altri sono invece basati su alcune texture e sulle regole che queste texture devono rispettare per creare il tratto.

Oltre a quelli forniti da Photoshop, ce ne sono un’immensità di gratuiti da scaricare e installare. Tra questi, io ne uso diversi per simulare alcuni effetti di pittura e verniciatura, solitamente per gli sfondi.
Questi pennelli possono essere usati anche direttamente con il mouse, se ti basta avere qualche tratto sporco, ma se vuoi proprio disegnare devi usare una tavoletta grafica.

In commercio ne trovi sostanzialmente di due tipi: quelle con e quelle senza schermo. Inutile dire che quelle con schermo hanno costi molto maggiori.
Io ho usato entrambe e devo dire che anche senza schermo si riescono a fare molte cose, anche se mancano la precisione e la naturalezza del tratto che ottieni disegnando su uno schermo.

Alcuni illustratori oggi usano l’iPad con l’iPen: io li ho provati e devo dire che ne sono rimasto piacevolmente sorpreso. Hanno il grande vantaggio di essere facilmente trasportabili, e di costare meno di una tavoletta grafica professionale.

Se ti serve il tratto in vettoriale, non ti resta che portare il disegno in Illustrator e convertirlo in linee. Io questa cosa la faccio quando devo fornire al cliente alcuni elementi di template che poi lui potrà adattarsi liberamente all’impaginazione, quindi è meglio averli in vettoriale.

Qual è il miglior modo di mettere un logo in una locandina? Spesso mi arrivano dei loghi in JPG e vengono male.

Inserire i loghi nelle locandine è sempre una grande rottura di scatole.
Non esiste una via maestra, perché dipende molto dai loghi, però ti dico come mi comporto io di solito.

Costruisco una griglia in base al numero di loghi che devo inserire; mettiamo ad esempio che siano cinque.

Dentro a questa griglia inserisco i loghi, facendo attenzione che non superino i limiti del loro spazio.

Se i loghi sono molto diversi tra loro, per forme e proporzioni e dimensione del font, mi tocca invece andare ad occhio per cercare di dare a ciascuno il giusto peso, e poi usare gli strumenti di allineamento e distribuzione automatici.

Tra i vari formati di loghi, prediligi quelli vettoriali (PDF, AI, EPS) perché manterranno sempre la massima definizione. Non hai il vettoriale? Prediligi quelli con sfondo trasparente (PNG, PSD, TIFF) e se proprio non hai altro, usa il JPG.

Quando mi danno solo il JPG e lo sfondo della mia locandina è colorato, ho due strade: se il logo è semplice posso provare a convertirlo in vettoriale, altrimenti posso scegliere come Blending mode il Multiply (in italiano Modalità, Moltiplica).

Ci sono anche altre tecniche più avanzate, come quella di lavorare sui canali.

Scontorni: ti prego dimmi che esiste un modo facile per scontornare che sto diventando matta!

Lo scontorno è una delle cose più complicate da fare, perché dipende dalla qualità della foto, dallo sfondo, dai colori del soggetto.

Il modo più facile in assoluto è farsi aiutare dall’intelligenza artificiale: c’è quest’app, remove.bg, che ti permette a costi molto bassi di ottenere un’immagine scontornata con una qualità assolutamente buona, e soprattutto con una velocità decisamente superiore a ogni altro metodo.

A volte il risultato non è perfetto, e allora puoi ritoccarlo semplicemente con la gomma di qualsiasi programma di fotoritocco (Photoshop, Photopea o altri).

Ti ho fatto venir voglia di saperne di più? Iscriviti alla prossima edizione del mio corso di grafica per non grafici, così oltre a imparare con i video lavoreremo insieme in aula per un’intera giornata sui tuoi progetti. Ti aspetto!

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