Oggi proprio non sono ispirata, e tutti i link che ho messo da parte mi sembrano frammenti sparsi che non riesco a unire in un discorso di senso compiuto.

Così ho pensato di raccontarti come funziona questa newsletter, che spesso uso come caso di studio nel mio corso di email marketing, perché è un buon modello per spiegare come nasce, si sostiene e cambia nel tempo un piano editoriale.

Perché, cosa e quando scriviamo

  • Utilità e scelta dei contenuti: una rassegna di link e risorse utili a chi per lavoro o interesse personale si occupa di comunicazione digitale
  • Timing: una volta alla settimana, il sabato mattina presto per intercettare il momento in cui ci si dedica alle letture arretrate, senza le interruzioni delle telefonate ed email di lavoro
  • Dosi: non troppo poco, ma nemmeno troppo, che altrimenti passa la voglia di leggere; mix di italiano e inglese; gli argomenti del giorno ma anche qualcosa di non troppo mainstream; se possibile, qualche strumento da provare in mezzo alle cose da leggere
  • Cosa ci distingue: la voce di ciascuno degli autori; all’inizio erano solo la mia e quella di Gianluca, ora ci sono anche gli altri docenti

L’evoluzione del format

  • All’inizio: rassegna ordinata di link, più o meno sempre organizzata per capitoletti
  • In una fase intermedia: rassegna di link + box di promozione dei corsi
  • Ora: di nuovo solo i link, ma spesso inseriti in un testo più discorsivo e meno strutturato; per la promozione dei corsi costruiamo campagne diverse, finalizzate ciascuna al lancio di uno specifico corso

Come organizziamo il lavoro

Il monitoraggio dei risultati

  • Tutti i link delle newsletter sono corredati dei parametri di tracciamento campagne
  • Grazie a Google Analytics, valutiamo regolarmente qual è il contributo del traffico che arriva dalle email, sia in termini di conversioni dirette, sia come assist alle iscrizioni che arrivano dal traffico diretto (se di quest’ultima frase non hai capito niente, è il momento di imparare un po’ di basi di Analytics, essenziali!)

Ne vale la pena? Sì

Se non ci fossimo organizzati, sarebbe stato impossibile scrivere, negli ultimi due anni e mezzo, un centinaio abbondante di newsletter (sì, sono meno di una a settimana, perché durante l’estate e le vacanze ci prendiamo un po’ di pausa).

È impegnativo: ogni volta che è il mio turno, so che devo dedicarci almeno un’ora (se sono particolarmente ispirata), spesso ne spendo di più, e anche quando gli autori sono i docenti Digitalupdate va sempre via un po’ di tempo per confezionare al meglio il post della settimana.

Cerco sempre di ricordarmi che lo faccio non per abitudine, ma con uno scopo: rimettere in circolo sapere, ricordarti che qua c’è un gruppo di persone con competenze, esperienza e un punto di vista, non dei copiaincolla di slide. Non appena mi accorgo che le cose funzionano un po’ meno di prima, mi chiedo cos’è cambiato e come posso aggiustare il tiro.

Ho scritto fin troppo, e alla fine ci ho messo anche qualche link; per questa settimana è fatta.

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