Ovvero, prova a voler bene al te stesso online come a quello in carne e ossa, che molto probabilmente porti, con regolarità, a fare la tinta ai capelli o il controllo dal dentista.

Queste piccole, ma importanti, azioni digitali vogliono essere un suggerimento per chi nel mondo digitale è presente non solo per svago, ma anche per lavoro e, magari, non da molto.

Sei uscito di recente da un’azienda o dalla redazione di un giornale, per esempio (come me qualche anno fa) e stai affrontando il tuo esordio nel mondo del lavoro da freelance? Ecco, mi rivolgo proprio a te. Prova a osservare come ti presenti online, via mail o sui social, con uno sguardo esterno, come se a leggerti non fossi tu… e comincia a ragionare su un possibile miglioramento partendo dalle sensazioni che provi.

Insicurezza vs incoscienza

Se questo tuo esordio ti trasmette insicurezza, senti che ti manca la sensazione di protezione che ti dava presentarti (online e offline) con uno specifico ruolo aziendale, è un buon segnale. Significa che stai elaborando il cambiamento. Perché di cambiamento, e anche grosso, si tratta. Se invece credi che si possa affrontare il passaggio come se nulla fosse e non hai intenzione di modificare alcunché del tuo modo di porti (online e offline), temo che incontrerai degli scogli lungo il tragitto.

Costruisci il tuo puzzle

Partiamo da un chiarimento: non esiste la regola perfetta per creare un profilo digitale perfetto. Ci sono, però, tante piccole azioni da fare per creare un’immagine che sia il più possibile vicino alla realtà. Ma perché essere sinceri in un mondo che, spesso, affascina per la possibilità che offre di non esserlo o di esistere indossando abiti diversi dai propri? Perché, come ci siamo detti poche righe sopra, stiamo parlando di lavoro e non di gioco. Quello che io intendo per “immagine online”, quindi, non è una foto piazzata qua e là, è la somma delle azioni (qualsiasi) che compi nel digitale, in pratica è un puzzle composto da questi pezzi:

1. Il tono di voce

A differenza di quello naturale qui lo puoi modificare, quindi migliorare. Cosa significa avere un tono di voce corretto nel mondo digitale? Vuol dire smussare le proprie naturali caratteristiche per riuscire a trovare un modo di esprimersi basato su un delicato equilibrio tra la propria natura e il massimo rispetto di chi ci leggerà, tenendo presente che non sappiamo chi sarà. Un’operazione delicata forse più facile da dire che da mettere in pratica: per ottenere un buon risultato, infatti, bisogna partire da una profonda conoscenza di sé (e quindi dei pregi e difetti del modo di comunicare che ci contraddistingue) e da una buona dose di senso critico. La voce imperante sui social, quella più facile da far passare e diffondere (magari anche in maniera spiritosa), quella a cui siamo più sottoposti, è il giudizio. È molto facile giudicare online, lontani dal confronto diretto, ma chiediamoci: serve? Se, in particolare, questo argomento ti appassiona ti consiglio di dare un’occhiata al Manifesto della comunicazione non ostile.

2. La tua firma

Può sembrare davvero un’inezia, ma cambiando lavoro dovrai, per forza, sostituire anche la firma con la quale concludi le mail. Quella firma, più è completa di dati che conducono alla tua nuova realtà professionale, più verrà notata. Oltre al numero di cellulare e al link del tuo sito, quindi, aggiungi i tuoi account social (se li hai e, ovviamente, quelli dove credi di essere più professionale), il tuo logo o un tuo ritratto in miniatura.

3. La foto profilo

Il consiglio è di sceglierne una sola per tutti i tuoi account. In questo modo sarà più semplice riconoscerti da chi ti contatta su un media e poi ti cerca su un altro o ti incontra di persona. Probabilmente l’hai già sentito dire, ma vale la pena ripeterlo: ti stai muovendo nel digitale in una nuova veste professionale, ti interessa perciò incontrare persone nuove e collegate al tuo nuovo lavoro, non solo avere a che fare con gli amici, scegli perciò una foto dove ti piaci e in cui sei solo/a… non è interessante, infatti, far sapere con chi sei fidanzato o che muso ha il tuo gatto.

4. La bio

Questa, invece, è bene che sia diversa e ragionata per ogni media. Scrivere una bio efficace non è facile, ma il bello del mondo digitale è che puoi scriverla, aggiustarla e riscriverla ogni volta che vuoi, finché non ti convince sul serio. E anche dopo. Se non sai da che parte cominciare, naviga tra gli account delle persone che stimi di più professionalmente e leggi le loro bio: è un esercizio interessante oltre che utile. La bio dev’essere corta e concreta. Fare gli spiritosi non è necessario, anzi. Quando leggo una bio voglio capire chi sei, cosa fai e magari anche dove vivi. Non mi interessa se sei sposato o fidanzato, né se sei vegano oppure odi la Juventus. Ricordati di mantenere un sano equilibrio tra la trasparenza e la riservatezza: meno elementi concedi alle persone, soprattutto nei primi secondi di approccio, per giudicarti aldilà del lavoro, meglio è.

5. I contenuti che posti

Ogni volta che su un social metti un like (o non lo metti), fai un commento, posti una foto, scrivi un testo, insomma, qualsiasi tua azione diventa una tessera del grande puzzle che compone la tua immagine online. Conviene non scordarselo. Meglio evitare, banalmente, di condividere un contenuto, per esempio, se non si è certi della sua veridicità. 

Per quanto riguarda la scelta di cosa scrivere, quali foto o video postare, invece, la prima regola da seguire è quella di enfatizzare i tuoi punti di forza. Sai scrivere bene? Scrivi. Sei sempre aggiornatissimo/a su un determinato argomento? Prova a diventare una voce autorevole in quel campo. In ogni caso, evidenzia la tua identità, diventa riconoscibile, lavora sulla tua parte migliore… e il puzzle combacerà alla perfezione.

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