In queste settimane di quarantena, ho avuto la sensazione che ognuno di noi sarebbe potuto entrare a far parte di due grandi squadre.

  • Chi, restando forzatamente a casa dal lavoro o perdendo in un colpo solo le commesse e gli appuntamenti confermati, si è sentito padrone di un tempo nuovo, infinito, quasi da horror vacui (con conseguenti risultati di panificazione più o meno virtuosi).
  • Chi, al contrario, con i bambini a casa o con un lavoro che si è trasformato in risposta all’emergenza (da chi si occupa di comunicazione alle aziende agricole con consegne a domicilio aumentate esponenzialmente), ha visto il tempo disponibile contrarsi drasticamente.

Troppo Tempo Libero vs Troppo Poco Tempo A Disposizione: di che squadra fai parte?

Abbiamo più o meno tempo in quarantena?

Domitilla Ferrari, una professionista che stimo molto e con la quale ho fatto una chiacchierata a proposito di questo tema, mi ha segnalato un articolo di The Guardian scritto da Oliver Burkeman (qui tradotto in italiano su Internazionale).

L’autore, genitore di bambini piccoli, ha osservato e commentato la distribuzione del tempo e la disuguaglianza di disponibilità percepita di questa risorsa così importante, sostenendo che:

  • la disponibilità di tempo non è cambiata, da prima a durante il lockdown: abbiamo a disposizione sempre 24 ore al giorno;
  • l’isolamento ci ha aiutato, o forse ci ha costretto, a fare delle scelte più oculate rispetto a cosa fare o non fare. 

“Durante il lockdown […] sono quasi sempre certo di occuparmi di cose che contano, non perché sia diventato un genio della gestione del tempo, ma perché non ho altra scelta. […] Una realtà più piccola, per me, è stata vedere con occhi nuovi che cosa significa avere un tempo finito. La verità non è che ho meno tempo di prima (ho sempre avuto 24 ore al giorno), è solo che adesso sono meno libero di sprecarlo o di lasciarmi sedurre da varie attività la cui ragion d’essere è cercare di convincerci a farlo.”

Il tempo è una risorsa finita

Questo era vero prima, è sarà vero sempre.

Il tempo è una risorsa, se la vuoi vedere con un po’ più di pessimismo, limitata.

Quante volte ti sei (e ci siamo) lamentati di non avere abbastanza tempo a disposizione per fare tutto?

L’invito che ti faccio oggi è quello di riflettere, come suggerisce anche Oliver Burkeman, sul concetto di scelta.

Se il tempo è una risorsa finita, la vera chiave per raggiungere il risultato al quale aspiri (nel tuo lavoro, nella vita, o banalmente tra le cose che devi fare oggi) deve tenere in conto di una scelta, che solo tu puoi fare, di cosa è importante e significativo per te.

Un cambio di paradigma

Non ha senso parlare di gestione del tempo

Ne ha molto di più parlare di gestione delle tue scelte nel tempo limitato che hai a disposizione.

Applica il principio di Pareto alle cose da fare: individua quel 20% di azioni che ti faranno raggiungere l’80% dei risultati, che sia nella vita, nel lavoro o nella tua to-do-list quotidiana.

Una volta fatta luce su queste poche azioni, concentrati su quelle

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Per questo motivo, nel corso online Gestione del tempo con le To Do List sconsiglio fortemente un approccio con mega-lista di cose da fare, a favore di una combinazione di una “lista contenitore” e una lista giornaliera che chiamo OGGI.

Ogni giorno fai una selezione di pochissime azioni, che siano rilevanti rispetto al tuo obiettivo, e poi trascrivile nella tua lista OGGI.

Tienila bene in vista mentre lavori e lascia che ti guidi tra gli imprevisti, la mancanza di concentrazione e altri disastri. Il suggerimento è proprio quello di inserire nella lista OGGI solo 3 o 4 elementi (l’imprevisto è sempre in agguato, la to-do lunghissima è destinata a non finire mai).

In conclusione

Fai le tue scelte. Falle ogni giorno. Usa la risorsa tempo nel modo più efficace che conosci riprendendo il controllo delle tue decisioni e delle tue azioni.

Photo credits Sanah Suvarna su Unsplash

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