“Ho avuto la conferma che per ogni pezzo che scopriamo di una storia ne intravediamo altri dieci di cui non ne conoscevamo l’esistenza. E che ogni volta bisogna decidere di usare di nuovo questa consapevolezza come motivazione per andare più a fondo la prossima volta, pur sapendo che non si arriverà mai e non come un alibi per fermarsi, che è una cosa faticosa ma anche che non ci sono alternative”.
Questo dice Francesco Costa al termine della puntata del suo podcast intitolata Capire il Michigan per capire l’America.

Non ci sono alternative alle storie

Che non ci siano alternative alle storie è convinto il professor Jonathan Gottschall. Ne L’istinto di narrare sostiene che sia facendo pratica con le storie che impariamo a orientarci nelle cose del mondo: “Le storie sono il collante della vita sociale umana, definiscono i gruppi e li tengono saldamente uniti. Viviamo nell’Isola che non c’è perché non possiamo farne a meno. L’Isola che non c’è è la nostra natura. Siamo l’animale che racconta storie”.

Scrivere una storia è faticoso

Che scrivere storie sia una cosa faticosa, ma immensamente interessante, ce lo spiega il mai abbastanza citato Robert McKee in Story. Contenuti, struttura, stile, principi per la sceneggiatura e per l’arte di scrivere storie.
Io, per esempio, ho preso appunti a mano, leggendo il suo ebook, e con somma devozione ho trasformato le parti che più mi piacevano in slide come questa:

(Comunque che scrivere, in generale, sia una fatica nera lo aveva detto già Beppe Fenoglio ;-))

Scrivere di sentimenti reali

Che noi siamo nati per raccontare storie ce lo dicono anche gli story artists della Pixar in questi bei video che ho scoperto grazie alla newsletter di C+B. Il potere delle storie sta nell’abilità di connettersi alle persone a livello emozionale, ci dicono, e il loro suggerimento è uno: scrivi pure storie su mostri, inseguimenti di macchine o esplosioni, ma mettici dentro la tua vita, le cose che ti fanno paura, quelle che ti fanno sentire solo. Solo così saranno vere e percepite come tali da chi le ascolterà, le leggerà o le vedrà.

Scrivere di persone reali

Che scrivere di persone reali e non di spaventevoli trend o statistiche sia necessario per uno storytelling efficace è anche uno dei 5 consigli che dà John Haydon, uomo di marketing super esperto di organizzazioni nonprofit. Parte affermando che “stories are the most powerful tool in your fundraising and marketing arsenal” e conclude dicendo di fare attenzione al linguaggio. Non devi parlare il tuo gergo “nonprofittese” (l’ho inventato io, non lui), ma devi usare le parole dei tuoi potenziali donatori, solo così puoi acchiappare la loro attenzione. Riporta questo esempio del Climate Council che a mia volta ripropongo molto volentieri:

Queste e altre cose possiamo raccontarle nella tua azienda, contattaci.

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