Una delle parti più interessanti dell’essere un partner Mailchimp è che entri in una comunità mondiale di professionisti e puoi scambiare opinioni, esperienze e prospettive con persone davvero interessanti.

Io e un gruppo di colleghi conosciuti proprio attraverso il Partner Program abbiamo iniziato un progetto di content creation collettivo: ogni mese ci diamo alcuni temi su cui ciascuno esprime il proprio parere, e ne nascono dei post “a più voci” che ciascuno pubblica nel proprio sito.

Così questo mese io ho rianimato la versione inglese del mio blog con un post sull’impatto che ha avuto la pandemia Covid-19 sul modo in cui facciamo email marketing. Qui pubblico, col permesso dei miei sodali, la traduzione in italiano.

Cosa dicono gli esperti

Da sinistra a destra: Doug Dennison, Mary Ann Pfeiffer, Amy Hall, Glenn Edley, Adam Q. Holden-Bache, Emily Ryan, Nick Beuzekamp e Alessandra Farabegoli

“Il marketing in generale è cambiato”

In questo periodo difficile ci sono comunque alcuni brand che stanno guadagnando come se non più di prima, e il loro problema è non essere percepiti come avidi o opportunisti. L’email marketing in questo momento ha un ruolo ancora più importante perché è efficace, sia in termini di costi che di risultati. Molte persone stanno avviando nuovi business e attività collaterali, quindi piattaforme di marketing all-in-one come Mailchimp rappresentano un’opportunità, in particolare Mailchimp perché una piccola attività può partire con il piano gratuito e utilizzare da subito una vasta gamma di strumenti per creare un pubblico e far crescere la propria attività.

Doug Dennison
CEO & Co-founder MailNinja

“La pandemia ha complicato il settore, ma ha anche fornito ottime opportunità”

Seguo diversi clienti che hanno attività stagionali, e per loro questo anno così particolare ha sconvolto tutti i piani. Abbiamo dovuto ripensare le nostre strategie da cima a fondo, rielaborare spesso dati e analytics, prestare molta più attenzione alle singole campagne, alle call to action e ai ritorni immediati, come mai prima d’ora.
Difficoltà a parte, la pandemia ci ha fatto capire il valore dell’email marketing e ci ha rassicurato sul fatto che lo utilizziamo in modo efficace per raggiungere i nostri obiettivi.
In realtà è qualcosa che dovremmo fare sempre, comunque. Ma il COVID ci ha resi un po’ più determinati e zelanti in questo lavoro.

MaryAnn Pfeiffer
Digital Marketing Strategist 108 Degrees Digital Marketing

“Educate first and sell last”

Ho sempre un approccio “educate first and sell last”, quindi la pandemia non ha cambiato i contenuti che invio. Quando i miei clienti conquistano l’accesso alla inbox di qualcuno, quando l’iscritto alla newsletter concede al mittente il privilegio di inviagli un’email, è un onore, un atto di fiducia. Lo ribadisco ai miei clienti e ricordo loro di assicurarsi che il contenuto che inviano ai loro lettori rispetti il tempo, l’energia e l’attenzione di chi lo riceverà.

Amy Hall
Email Marketing Strategist and Certified Mailchimp Partner and Consultant Amy Hall

“I clienti sono più che un numero”

Non ho visto grandi cambiamenti. Tuttavia ho notato una maggiore consapevolezza nel mandare email che trattino i clienti come qualcosa di più che un numero. E questo è un bene.

Glenn Edley
Director & Email Strategist Spike

Per un email marketing sostenibile

4 lezioni che parlano di attenzione, scelta dei contenuti, privacy e personalizzazione: per riceverle gratis, una al giorno, direttamente nella tua casella di posta, lascia il tuo indirizzo email.

“Più coinvolgimento, ma non tante conversioni in più”

Abbiamo notato che, dall’inizio della pandemia COVID-19, il coinvolgimento tramite e-mail è aumentato in modo significativo, ma le conversioni non altrettanto. Gli iscritti mostrano più interesse, ma non acquistano nella stessa misura. Abbiamo dovuto essere più energici con le nostre offerte e call to action per poter raggiungere i nostri obiettivi di conversione.

Emily Ryan
Co-Founder and Email Strategist Westfield Creative

“Orari, frequenza di campagne… e budget”

Sì, il mio approccio è cambiato.
Ho cambiato i miei orari di invio perché molte persone ora lavorano da casa. Anche la frequenza delle campagne è diminuita. Dobbiamo tenere conto che i budget di marketing sono congelati. Spero (insieme a molti altri marketer) che tutto questo finisca presto.

Nick Beuzekamp
CEO and Founder Online Marketing Bonaire

E per me?

La pandemia di Covid-19 ha – se possibile – reso ancora più forte la mia volontà di scrivere e-mail rilevanti e che non sprechino il tempo e l’attenzione delle persone. Quando un’azienda invia un’e-mail, deve portare informazioni utili, un messaggio che ti faccia sentire meglio, qualcosa che valga il tempo e lo sforzo per aprirlo, leggerlo e pensarci. Questo significa analizzare con grande attenzione la propria lista di contatti, lavorare meglio sulla segmentazione, e – perché no? – sperimentare con più coraggio.

Non possiamo più fare business as usual, quindi nemmeno email marketing as usual.

Se vuoi continuare a parlare con me di come l’email marketing può aiutarti in questo periodo in cui i business sono da ripensare, ti aspetto alle mie masterclass Email per il business fra newsletter e automazioni e Email Marketing per vendere online.

[La versione originale di questo articolo è pubblicata qui; la foto è mia]

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