Ecco cosa ho imparato studiando e sperimentando GA4, la nuova attesissima versione di Google Analytics. Risponderemo ad alcune domande, quelle che spesso ci fanno anche i nostri clienti: Quali sono le differenze fra Google Analytics 4 e Universal (la versione precedente)? In cosa GA4 è rivoluzionario? Come si passa a GA4? Dobbiamo passare subito a GA4?

Un po’ di storia

Possiamo dire che Google Analytics è nato nel 2007, dopo aver acquisito un altro sistema (Urchin) nel 2005.
La versione Universal a cui siamo ormai abituati e che usiamo tuttora, è del 2012.
Nel Luglio 2019, Google presenta Analytics App+Web in beta; nel novembre 2020 Analytics App+Web esce dalla beta e diventa ufficialmente Google Analytics 4, perché di fatto è la quarta versione, considerando anche Urchin.

Quali sono le differenze di Google Analytics 4 rispetto a Universal?

1. Unione dei dati tra sito web e applicazione

Come diceva già il nome della versione beta – App+Web – ora troviamo l’unione dei dati di sito web e applicazione in un unico contenitore, in modo da poterli analizzare insieme. Molto utile per i clienti che sono presenti sia sul web che sul mobile.

Per raggiungere questo risultato, è stato necessario cambiare il modo di raccogliere i dati.

2. Nuovo modello di raccolta del dato “event-based”

Il nuovo modello è basato sugli eventi. Mi spiego meglio: in questa illustrazione vediamo a sinistra il modello usato fino alla versione Universal, mentre a destra il nuovo modello in uso da GA4.

Nel vecchio modello vediamo le sessioni degli utenti sul sito web; all’interno delle sessioni ci possono essere delle visualizzazioni di pagina o delle azioni tracciate come eventi.
Nel nuovo modello manca il concetto di sessioni, tutto è tracciato come evento, sia le visualizzazioni di pagina che qualsiasi azione, come clic, scroll di pagina, aggiunta al carrello, acquisti. Quindi è un modello maggiormente basato sugli utenti, di conseguenza ci permette di fare analisi più specifiche proprio sui loro comportamenti.

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3. Possibilità di fare analisi sempre più user-centriche

Useremo sempre di più le metriche legate agli utenti: l’acquisizione di nuovi utenti, il ciclo di vita, il lifetime value.

Venendo un po’ meno il concetto di sessione (anche se continua in qualche modo a esserci) cambiano anche alcune metriche base. Per esempio, non c’è più la frequenza di rimbalzo, al suo posto c’è una nuova metrica: il tasso di coinvolgimento. Quindi, mentre fino alla versione Universal la frequenza di rimbalzo ci forniva una percentuale degli utenti che interrompevano la navigazione sul sito web, il tasso di coinvolgimento ci dà una percentuale di utenti che sono interessati al sito web e quindi hanno continuato la navigazione: possono aver interagito con una pagina, o aver visitato un’altra pagina dopo quella di atterraggio, oppure essere rimasti sulla pagina almeno 10 secondi (mentre la frequenza di rimbalzo non era legata al tempo).

4. Le registrazioni delle conversioni

Con GA4 cambia anche il modo in cui vengono registrate le conversioni: non ci sono più i “classici” 20 obiettivi per vista fissati come goal da configurare, c’è molta più flessibilità nello scegliere quali sono i touchpoint di un sito web o di un’applicazione che possono essere considerati come conversioni.

5. Il Machine Learning predittivo

Un’altra grossa novità è data dal potenziamento del Machine Learning in ottica predittiva. Di Machine Learning aveva parlato anche Emanuele Tamponi, a proposito di Google Ads; per quel che riguarda le analytics è diventato uno strumento molto utile, per esempio, per:

  • colmare i buchi di dati (come avviene quando abbiamo utenti non tracciati perché non hanno dato il consenso al trattamento dei dati per la privacy);
  • creare segmenti di remarketing su utenti che secondo Google hanno una buona probabilità di convertire.

6. Esportare i dati in Google BigQuery

Una novità veramente molto importante è l’introduzione del collegamento diretto e gratuito per tutti a BigQuery, un data base in cui è possibile esportare dati da più sorgenti ed elaborarli nella Google Cloud Platform. Il vantaggio straordinario è di poter raccogliere, intrecciare, elaborare dati da più piattaforme. Pensiamo per esempio ad un e-commerce, che promuove i suoi prodotti in diverse piattaforme di advertising: in uno stesso posto possiamo aggregare i dati da Facebook e altri social, dai CRM degli e-commerce, con tutti i dati su resi, ordini, disponibilità di prodotti a magazzino.

Naturalmente il collegamento è gratuito, ma l’uso è a pagamento; il costo dipende dalla mole di dati che salviamo su Google BigQuery e dall’utilizzo che facciamo delle varie richieste di elaborazione dei dati che gli chiediamo.

Altre due novità:

  • Una nuova interfaccia grafica, con molte modalità in più di visualizzazione del dato: grafici, tabelle, flussi, istogrammi…
  • L’integrazione della modalità DebugView, molto utile per chi si occupa anche della configurazione, in modo da poter vedere con i dati in real time se c’è qualcosa da correggere.

Come e quando fare il passaggio a Google Analytics 4?

Innanzitutto ci sono due aspetti da tenere in considerazione.

  1. GA4 non è ancora del tutto “stabile”, alcune funzionalità sono state appena rilasciate, altre lo saranno prossimamente. Per il momento Universal è ancora lo standard di riferimento per le analisi, e lo sarà ancora per un po’ di tempo.
  2. Non è come un sistema operativo, che si aggiorna con la nuova versione, quindi non è possibile una sorta di upgrade da Universal a GA4. Il “passaggio” consiste nell’attivazione di una nuova proprietà GA4, che inizierà a raccogliere dati da zero. Il perché l’abbiamo visto: è cambiato il modo di raccogliere i dati.

Per il momento, penso che la cosa migliore sia creare e attivare una proprietà GA4 in parallelo a quella di Universal. Se si parte da zero, il mio consiglio è comunque di creare entrambe le proprietà, una in Universal e una in GA4.

GA4 è sostanzialmente uno strumento molto più potente e flessibile ma, come tutti gli strumenti potenti, richiede un pizzico di expertise in più.

Questo post è un estratto del webinar “Google Analytics 4: tutte le novità e come affrontarle” contenuto nel corso Web Analytics (update 2021)- corso online. Il webinar continua con la guida passo per passo per creare una nuova proprietà e un’esplorazione del nuovo pannello di GA4.
Se vuoi imparare come mettere i dati al servizio dei tuoi contenuti, puoi studiare con Giovanni Favero nella live masterclass “Migliora il tuo piano editoriale con le Analytics“.


Foto di h heyerlein su Unsplash

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