Con il lockdown, molte aziende hanno avuto ben altro a cui pensare che fare formazione.

In Digital Update lavoriamo da anni con alcune medie e grandi realtà per formare in modo continuativo persone (nuovi ingressi ma anche «update» di competenze di persone già in azienda) nell’ambito della trasformazione digitale dei ruoli, con comunicazione, marketing e organizzazione in prima linea. Naturalmente i progetti, pensati per un mondo diverso, si sono bloccati. E giustamente. Non solo perché queste funzioni sono state occupate al 200% nel ripensare nel breve periodo il loro ruolo (dai KPI di vendita a KPI di engagement, in molti casi, sia che ci fosse una domanda gonfiata dal Covid che svuotata), ma anche a causa delle oggettive e nuove situazioni logistiche, non più compatibili con le vecchie forme (ritualità?) della formazione in azienda.

La formazione è cambiata per sempre?

Molte aziende continueranno a fare smartworking dell’area middle-management a tempo indeterminato. Potrebbe diventare una condizione semipermanente.

Le aule di formazione interne devono essere adibite a un quarto della capienza tradizionale. Allievi con le mascherine. Docenti con le mascherine. Scanner termico all’ingresso. Lavori di gruppo a distanza sociale? La prospettiva è abbastanza tragicomica. Docenti che non si sa se possono viaggiare tra regioni SÍ e regioni NO, o se possono spostarsi dall’Umbria al Piemonte senza passare dalla Lombardia.

Leggi la nostra indagine sulla formazione aziendale

Abbiamo intervistato i nostri clienti sulla formazione in azienda

Tutto è fattibile, per carità. Ma l’occasione è propizia per chiedersi «Ne vale la pena?», spacchettando ogni elemento formativo. E per essere creativi: chiederci se la vecchia formazione a distanza, che esiste da anni, frontale e noiosa come un corso sulla sicurezza, non debba essere buttata anch’essa. Questo si può fare chiedendosi, come nel diagramma di Strategia Oceano Blu, cosa posso facilmente aggiungere? Cosa posso impunemente togliere? Non solo per ora, per sempre.

Visti anche i primi esperimenti, credo che la ricostruzione della formazione in azienda passi per alcuni capisaldi che rendano la digitalizzazione e la distanza non dei gap ma delle feature peculiari e migliorative:

  • La definitiva istituzionalizzazione della flipped classroom, che altro non è che «studi prima un po’ da solo, e approfondisci con il docente in diretta». Corsi online di base + approfondimento live è la formula giusta.
  • Il superamento della tradizionale «giornata» full-immersion (anche a livello tariffario). Nasceva dal bisogno di ottimizzare costi e trasferte del docente e delle HR interne, ma è davvero necessaria o addirittura era sentita come troppo oppressiva dalle persone in azienda? Perché «pagare» direttamente o indirettamente per una trasferta quando puoi usare lo stesso tempo per la formazione?
  • La scomposizione della formazione in prima, durante e DOPO. La formalizzazione di checkup, compiti a casa, Q&A non deve essere un add-on graziosamente concesso, ma parte integrante del percorso. Bonus track: la possibilità di effettuare colloqui one-to-one con particolari persone del team.
  • Creazione di gruppi di discussioni asincroni durante e post (per-corso), via Telegram, Slack o altro.

Naturalmente la modalità stessa di stare in aula virtuale deve cambiare. Non è fattibile stare più di qualche ora davanti a un monitor senza impazzire o distrarsi. Ma al di là di questo, serve:

  • Creare degli «sprint» di 30 o 40 minuti, seguiti da un lavoro produttivo e da una fase di revisione e Q&A.
  • Usare ambienti di discussione e lavoro virtuale: come Google Docs condivisi o lavagne come Miro. In molti casi, queste attività sono ugualmente o più efficaci delle alzate di mano o dei gruppi in presenza.
  • Ripensare momenti di interazione informali (il pranzo con il docente, la feature in aula di Digital Update, come sarà?)
  • Guardare a esperimenti digitali fuori settore (per esempio, al teatro) per i corsi più relativi alle soft skill.
  • Formare i docenti per renderli più «espressivi e teatrali» (vedi anche il nostro prossimo webinar con Tatiana Cazzaro)
  • Utilizzare nei prossimi mesi spazi aperti o isolati per il recap finale: ipotizzo lezioni in agriturismi dove si sta tranquilli e larghi, mettendo a fattore comune sicurezza e necessità di uscire (anche digitalmente) dall’azienda per resettare meglio la mente?

Questo è un post che vuole anche suscitare una discussione tra noi di Digital Update (ma anche altri protagonisti della formazione digitale) e gli uffici marketing e HR nelle aziende: per cui rispondete pure nei commenti su Linkedin o Facebook, o mandateci le vostre considerazioni private via email a info@digitalupdate.it.

Entra nella community di
Digital Update!

Riceverai gratuitamente:

No grazie!