Progettare in modo creativo

Ho la fortuna di avere un compagno che adora cucinare e che cucina cose buonissime. A volte apre il frigo, tira fuori 3 cose in croce e si inventa un risotto da urlo. Io ci provo ogni tanto a cucinare, ma la verità è che mi annoio e soprattutto mi rifiuto di seguire delle regole, un processo, una ricetta. Ci metto fantasia eh, come nel mio famoso riso bianco con uvetta, mele crude e semi di papavero. Ma diciamocelo, gli amici vengono volentieri a cena quando cucina lui.

Produrre un nuovo contenuto, che sia un post o un video, è questione di creatività ma anche tanto di metodo. Vale in cucina e vale anche nel content marketing. Non basta avere un’ottima visione strategica che connette obiettivi di marketing e contenuti, non ci salva un piano editoriale solidissimo… se poi i post sono pieni di errori di battitura, contengono titoli insipidi o non sviluppano davvero argomenti interessanti per le persone a cui sono rivolti.

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…e creare

Quali sono i momenti della ricetta per pubblicare un post perfetto? Navigando nei giorni scorsi ho ripescato un’utile infografica di Ann Handley, l’autrice del best seller Everybody writes, con i 12 passaggi per arrivare a pubblicare un post perfetto. Molti valgono anche se il contenuto in questione non è un post di testo. Da stampare e tenere vicino alla scrivania (o al posto dove scrivi, magari è proprio la cucina! :)).

Approfondire

Lo scenario lo conosciamo, per esperienza diretta: abbiamo sempre più contenuti a disposizione, la concorrenza in alcuni settori è davvero alta e fare meglio dei concorrenti significa andare verso contenuti più lunghi o, comunque, che contengano succosi approfondimenti. Emergono allora i cosiddetti long-form content che sembrano piacere molto anche a Google. Articoli lunghi più di 2500 parole, facciamo pure 3000, che davvero presentino qualcosa di utile, unico, completo di esempi, approfondito.

…e distribuire

C’è poi un altro momento in cui si gioca il successo di ogni contenuto: quello della sua distribuzione (come lo faccio arrivare a destinazione). E anche qui l’asticella si alza rispetto a qualche anno fa. Perché per distribuire via social media sempre più spesso s’ha da pagare in adv o influencer, perché le persone a cui ci rivolgiamo non ci cercano (così spesso) su Google o perché, se hanno una casella email, magari ce l’hanno già bella farcita di newsletter da leggere. A proposito di content distribution, stanno emergendo dei nuovi strumenti: i chatbot.

Sull’importanza di aggiornare la content strategy tenendo conto delle nuove tendenze sulla forma dei contenuti (lunghi, brevissimi, pilastro, ecc) e sulla loro distribuzione torno anche nel mio corso online. Da guardare ovunque, anche in cucina.

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