Gli iscritti del mio corso online Email Marketing con Mailchimp mi mandano spesso domande sia legate strettamente all’uso di Mailchimp, sia riguardanti questioni più ampie di strategia; a metà luglio ho fatto un’ora di diretta dentro al gruppo Facebook di Digital Update per rispondere a un po’ di queste domande.

Ripubblico qui (in fondo) il video completo; se non hai un’ora per guardartelo tutto, ho scritto una sintesi delle domande e relative risposte (ma nel video c’è di più e mostro anche come si fanno le cose di cui parlo, direttamente dentro a Mailchimp).

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Se vuoi aggiungere commenti o lasciare le tue domande per la prossima diretta, fallo direttamente sotto al video nel gruppo Facebook!

[Elisa] Ho importato una lista di 900 indirizzi da un csv fornitomi dal cliente; gli indirizzi sono stati acquisiti in anni di attività e non hanno il consenso a norma. Qual è la procedura migliore per non perderli per strada e rinnovare il loro interesse all’attività del mio cliente? Si tratta di una attività commerciale molto nota in città, vendono bottiglie di vino e di tanto in tanto organizzano eventi di degustazione, per cui molti indirizzi vengono dalle iscrizioni agli eventi.

La domanda riguarda non tanto Mailchimp ma più in generale quello che dobbiamo fare nel momento in cui iniziamo a organizzare la nostra strategia di email marketing, o quella di un nostro cliente.

Il principio di base è che se non abbiamo un consenso, a termini di GDPR non possiamo usare gli indirizzi per fare attività di email marketing, a meno che non si tratti di clienti, nel qual caso vige il criterio del legittimo interesse: possiamo cioè mandare messaggi purché pertinenti ai prodotti/servizi già acquistati e purché sia tutelato il diritto alla privacy dei destinatari, cioè essi possano chiedere (e ottenere subito) di cancellarsi dagli invii.

Nella pratica, possiamo tuttavia supporre che, se si tratta di persone che hanno partecipato a un evento (es. una degustazione) e hanno lasciato i propri dati proprio per essere informati di eventi successivi, lo scambio “informativa-consenso” sia avvenuto in forma verbale: sta alla nostra sensibilità valutare se effettivamente è stato così, se queste persone si ricorderanno chi siamo quando gli arriverà il messaggio, e gestire il tutto con misura per abbassare il più possibile il rischio di essere percepiti come spammer.

In ogni caso, quando si inizia a lavorare su una lista magari non “freschissima”, è sempre consigliabile un list cleaning preventivo con un servizio tipo datavalidation.com, per eliminare gli indirizzi non più validi e le spamtrap.

Su questi temi, consiglio comunque di approfondire con il corso su GDPR e digital marketing del nostro avvocato Giorgio Trono.

[Stefy] Se oggi per chi ha il piano Free è possibile avere solo una master audience allora è possibile avere un solo form di iscrizione? E gli oggetti collegati saranno a una sola lista… Non è possibile pensare di segmentare l’audience già all’iscrizione? Forse inserendo i gruppi di interesse nell’unico form disponibile?

Con gli aggiornamenti di listino usciti a metà maggio 2019, sono arrivate su Mailchimp varie limitazioni, di cui una delle più importanti è quella sul numero di audience disponibili.

Se non possiamo più separare gli iscritti in audience diverse, possiamo tuttavia continuare a sfruttare tutte le opzioni già esistenti: i dati stessi dell’iscritto, i gruppi, i tag. Tutti i dati che definiscono la struttura di una audience si ritrovano nella maschera di iscrizione che viene generata in automatico da Mailchimp stesso: si tratta di un oggetto associato alla lista (insieme a tanti altri, ad esempio i messaggi automatici di conferma iscrizione) e risiede sui server di Mailchimp. Anche il generatore di form di Mailchimp ci consente di generare il codice di una maschera di iscrizione, che andremo poi a includere nel codice del nostro sito.

Sia il form che risiede sui server Mailchimp che i form che generiamo con gli strumenti di Mailchimp possono essere parzialmente personalizzati, per formato e testi, ma per una personalizzazione più spinta dobbiamo o intervenire manualmente sul codice HTML generato, o utilizzare plugin terzi che ci diano maggiori gradi di libertà, o creare form totalmente personalizzati che comunichino con Mailchimp tramite le relative API o tramite servizi terzi come Zapier.

[Leonardo] Un tempo, per verificare il corretto funzionamento delle campagne automatiche inserivo la mia mail e controllavo la ricezione delle mail. Quando cambiavo impostazioni alla campagna cancellavo la mia mail dalla lista e mi reiscrivevo, ritestavo, e tutto funzionava perfettamente. Adesso però se cancello la mail non ricevo nuovamente la campagna automatica (evidentemente rimane in memoria) e pertanto non riesco a fare i miei vecchi test. Ho provato a: cancellare la mail, ad archiviarla e a disiscriverla dalla lista. Nulla! Come posso ovviare a questo problema?

Purtroppo non è praticamente possibile fare i test in questo modo perché da un po’ Mailchimp ha introdotto dei vincoli sulla possibilità di rispedire più volte la stessa Automation allo stesso iscritto: tutte le Automation, tranne quelle legate a una data ricorrente, possono essere spedite a un iscritto solo una volta. Purtroppo questo genera diversi problemi, io me ne sono accorta perché un’Automation post-acquisto aveva smesso di funzionare, e infatti me ne sono lamentata molto quando ho avuto modo di parlare con lo staff di sviluppo Mailchimp ad Atlanta; ma tant’è, per il momento la limitazione permane.

Possibili soluzioni: innanzitutto, usa le funzioni normali di test; poi, se veramente hai bisogno di fare un test reale per capire se gli eventi che fanno scattare l’automazione vengono intercettati correttamente, usa un servizio che generi indirizzi email “usa e getta” (es. questo).

[Filippo] Ho cancellato proprio ieri un campo dal Signup form che avevo pazientemente compilato a manina da anni perché non riuscivo a metterlo come campo nascosto. Ho perso tutti i dati del segmento. Ore e ore buttate al vento. Ho chiesto anche se per caso avessero un backup, #ciaone.

Ahia! Mai mai mai fare modifiche strutturali della lista dalla maschera di generazione form: lo so che è più veloce, ma proprio per questo rischiamo di perdere il controllo di quello che stiamo facendo. Le modifiche vanno fatte da List Settings >> List Fields and Merge Tags, e prima di ogni modifica va fatta una export completa della lista, per poter ripristinare eventualmente tutto se ci accorgiamo di aver fatto dei danni.

Infatti, cancellare un campo (o un gruppo) è come cancellare una colonna da un foglio Excel, con la differenza che non abbiamo un “undo” e i dati persi sono persi per sempre se non abbiamo un backup da cui poterli ripristinare.

[Simonetta] Noi organizziamo un programma di cinema che viene portato sempre uguale in circa 40 città in Italia. Gli utenti della mia lista sono divisi in segmenti per provincia, perché ovviamente a parte un paio di invii in cui si annuncia il programma e l’apertura delle vendite (uguali per tutti) ricevono solo le comunicazioni relative alla data che li riguarda. Stando così le cose, esiste un modo sensato per calcolare gli inattivi?

Questo è un problema non banale, perché, quando Mailchimp ci propone di segmentare in base all’engagement con le ultime campagne, le opzioni “le ultime N campagne” fanno riferimento alla totalità delle campagne, senza possibilità di distinguere quelle inviate a un segmento o a un altro. Quindi, se facciamo 40 invii differenziati per città, quando Mailchimp dice “le ultime 10 campagne”, queste sono le ultime 10 in ordine cronologico, non le ultime 10 mandate a una data città (o a un dato segmento).

Possiamo andare a cercare le singole campagne che ci interessano e impostare un’opzione di segmentazione di questo tipo:

  • iscritti della città X
  • hanno ricevuto l’ultima campagna inviata alla città X
  • non hanno aperto l’ultima campagna inviata alla città X
  • hanno ricevuto la penultima campagna inviata alla città X
  • non hanno aperto la penultima campagna inviata alla città X

Qui però ci dobbiamo fermare, perché Mailchimp non ci permette, coi piani normali, di inserire più di 5 condizioni di selezione.

Un modo alternativo potrebbe essere quello di valutare gli indicatori interni calcolati da Mailchimp, ad esempio il Contact Rating, che parte da 2 e aumenta/diminuisce in base alle aperture/clic, o il dato Email Marketing Engagement (introdotto da poco, io ancora non mi fido più di tanto a usarlo), quindi ad esempio impostare il segmento come segue:

  • iscritti della città X
  • Contact Rating >= 4

[Simonetta] Ho una mailing list di 20.000 nomi circa nella quale disgraziatamente ci sono sia privati che associazioni. Ora, volendo personalizzare l’invio e volendo evitare l’effetto “Caro asd”,  ho pensato di utilizzare i tag, esportare tutte le associazioni, creare un’altra lista ed eliminare i nominativi dalla principale. Esiste un modo migliore di procedere?

Io non starei a separare per liste, ma userei i tag condizionali per modificare dinamicamente il contenuto delle campagne in base al fatto che si stia scrivendo a una persona o a una “persona giuridica”. Devi avere un modo per distinguere, fra i contatti, quelli che sono persone (con nome e cognome) e quelli che sono persone giuridiche (con ragione sociale); naturalmente la ragione sociale non deve stare nel campo “nome” (es. FNAME), ma in un campo a sé (es. RAGSOC).

Attenzione: per distinguere i due tipi di contatti non puoi usare i tag, perché i tag non possono essere (ancora) usati per gestire dinamicamente i contenuti di una campagna. Mettiamo però che tu abbia un campo nascosto “tipologia” (es. TYPE), che può assumere due valori (PERSONA / ENTE); userai il tag condizionale in questo modo:

*|IF:TYPE=PERSONA|*Ciao *|TITLE:FNAME|*, *|ELSE:|*Salve *|RAGSOC|*, *|END:IF|*

Nel corso su Mailchimp c’è un’intera lezione dedicata ai merge tag condizionali, che testino o i valori dei campi o quelli dei gruppi, quindi studia e applica!

[Alex] Ho provato a collegare un account di un cliente al mio dove ho centralizzato tutti gli altri account ma il tasto “Invite user” non è attivo. Mi sono perso qualcosa?

Probabilmente, Alex, ti sei perso alcune delle novità legate ai cambi di listino di maggio. Fra questi, Mailchimp ha introdotto una limitazione sul numero di utenti per i piani più economici, quindi non è più possibile invitare un numero arbitrario di nuovi utenti nel proprio account.

Chi fa email marketing per conto terzi può tuttavia continuare ad accedere in modo trasparente e corretto all’account Mailchimp dei clienti: per farlo, deve dichiararsi come “agenzia” (lo si fa dalla gestione del proprio account) e poi, da lì, chiedere l’accesso agli account dei clienti (Mailchimp manda un messaggio a cui il cliente deve rispondere, assegnandoci i livelli di abilitazione opportuni).

[Elisa e Renato] Tag o gruppi? Adesso che ci sono i tag, meglio usare sempre quelli? Come decidere?

A domande come queste, non c’è mai una risposta valida per tutti i casi, ma occorre capire bene le caratteristiche di tag e gruppi.

Tag:

  • veloci e diretti da mettere / togliere
  • possiamo importare batch un certo numero di contatti assegnandogli automaticamente uno o più tag
  • sono sempre nascosti agli iscritti, che non possono gestirseli da soli
  • possiamo attribuire/togliere automaticamente un tag a un iscritto nel momento in cui parte una campagna email automatica
  • non possiamo usare un tag per cambiare dinamicamente il contenuto di una campagna
  • possiamo crearne in numero infinito.

Gruppi:

  • per usarli, dobbiamo definirli nella struttura della lista (da Manage Audience >> Settings >> Groups)
  • possiamo importare batch un certo numero di contatti assegnando loro automaticamente una o più opzioni di gruppi
  • possono essere gestiti in autonomia dagli iscritti: la scelta di renderli visibili o meno dipende da noi
  • possiamo assegnare/togliere automaticamente l’opzione di un gruppo a un iscritto nel momento in cui parte una campagna email automatica
  • possiamo usare il valore delle opzioni di un gruppo per cambiare dinamicamente il contenuto di una campagna
  • abbiamo un limite massimo di 60 opzioni di gruppo per ciascuna audience.

Quindi, tag e gruppi sono intercambiabili sotto molti aspetti, ma non tutti: se vogliamo lavorare velocemente, o dare la gestione dell’account a un cliente poco esperto, probabilmente converrà usare i tag; se vogliamo avere un controllo più preciso sui contenuti delle campagne, ancora i gruppi ci danno più possibilità.

L’ho già detto che Mailchimp cambia continuamente?

Nelle ultime settimane, ad esempio, io e Roberto Pasini stiamo testando una nuova funzionalità in beta, e io non vedo l’ora che sia stabile e funzioni su tutti gli account! Se lavori con Mailchimp e hai domande da fare e problemi da risolvere, ti ricordo che ci sono ancora posti per Mailchimp Workout, La palestra in cui ti alleni a usare Mailchimp per metterlo a servizio del tuo business, con la guida e il supporto di due docenti esperte e il mix di formazione online, live workout e feedback sul tuo lavoro, direttamente nel tuo account. Ti aspetto!

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