Un paio di mesi fa ero in stazione a Verona e tra un cambio e l’altro, avevo appena perso la coincidenza per un classico quanto spiacevole ritardo di Trenord, mi sono fermata in Feltrinelli per far passare un po’ il tempo. Saluto il commesso troppo indaffarato con i pacchetti per rispondermi, supero con nonchalance le novità che urlano Comprami! Senti come profumo di nuovo, lancio uno sguardo sofferto ai saggi con le firme di tuttologi famosi, passo cinque minuti in narrativa, più che altro davanti ai romanzi con una bella copertina, sorrido davanti ai dizionari e resisto alla voglia di acquistarne un paio, passo oltre i libri per bambini, per i fotografi, per i pollici verdi, oltre la parete di arte, quella di storia, di scienze, religione: tutti i libri possono contenere sorprese, molti non ci interessano, alcuni ci scelgono.

La sezione di critica letteraria è sempre in un non luogo delle librerie: confina di solito a Nord con l’area New Age, a Sud con quella di psicologia, a Est con il corridoio (non si sa mai che si voglia scappare di corsa dopo simili rivelazioni).

Ogni volta che entro in una libreria, prima o dopo, è in quel non luogo che finisco.

È così che mi sono imbattuta in Come non scrivere di Claudio Giunta. Ho aperto una pagina a caso e ho iniziato a leggere. Claudio mi conquista subito presentandomi 3 leggi a cui non so resistere.

Legge di Borg

Roberto Gervaso una volta intervistò il tennista Björn Borg. Durante l’intervista gli pose questa domanda: «La impegna di più un set con Lendl o un set con McEnroe?».

Sono dovuta andare a cercare chi fossero costoro, perché di tennis io proprio non ne so niente. Ho scoperto che insieme a Borg, Lendl e McEnroe sono i tennisti più forti di quel periodo. A questa domanda Borg rispose: «Mi impegna tutto, anche un set con mio nonno».

Claudio ci dice che anche nella scrittura è così, ci dovrebbe essere un po’ di Borg dentro ognuno di noi: non ci si impegna solo per i grandi momenti ma ci si impegna in tutti. Non ci sono testi di serie A e testi di serie B: bisogna impegnarsi sempre quando si scrive. Sembra una regola scontata ma in realtà non lo è affatto: essere accurati e scrupolosi nei testi semplici e meno rilevanti ci fa essere accurati e scrupolosi anche nei testi più complessi e importanti.

Mi verrebbe da dire, come una maestrina delle elementari, «state attenti a quello che scrivete, ragazzi, non fate errori». Non ricordo se la mia maestra mi abbia mai dato raccomandazioni così poco utili: perché poco utili? Perché chi sbaglia in genere non sa di sbagliare. Però ci sono errori che non arrivano dall’ignoranza ma nascono dalla fretta o dalla mancanza di concentrazione. Si scrive distrattamente oppure si scrive ma non si rilegge, si scrive non ritenendo importante quel testo, «ma è solo una mail», l’about page tanto non la legge nessuno. Falso, falsissimo.

Scrivi, staccati dal testo e poi rileggi. Nella rilettura si trovano dei passaggi che possono essere migliorati, delle parole che vanno sostituite con altre più adatte al contesto, delle frasi da tagliare e altre da aggiungere.

Il mio consiglio: prova Ommwriter un software per scrivere e concentrarsi. Con set di sfondi naturali, di tracce musicali e di suoni dei tasti per dare il giusto peso a ogni lettera che esce dalla tastiera è un vero toccasana per liberare il cervello da ogni cosa e focalizzarti sul tuo testo. Aiutati: chiudi le mail, spegni il telefono, disabilita le notifiche.

Lo stimolo creativo che va oltre la Legge di Borg: la creatività non è per pochi.

How to build your creative confidence

Legge di Silvio Dante

In una delle tante scene memorabili de I Soprano il mafioso Silvio Dante è al ristorante con Gerry Torciano, altro mafioso; quel Gerry che verrà ammazzato di lì a poco. Gerry vuole dire qualcosa a Silvio ma lo fa con grande cautela, troppa cautela, perché dice e non dice, usa grande circospezione perché non sa come potrebbe reagire Silvio a quello che sta per dirgli. Silvio, tutto d’un tratto, esasperato da questa oscurità nel linguaggio, lo blocca dicendogli «Wanna say something? And say it then, Walt fucking Whitman, over here!».

Silvio Dante ha ragione: i poeti possono parlare “complicato” (anche se Walt Whitman non è affatto “complicato”: hai presente O capitano! Mio capitano!? È sua! Whitman però è probabilmente complicato per Silvio che non frequenta molto la poesia). Chi parla o scrive per farsi capire, cosa che fai anche tu con il tuo business tutti i giorni, deve parlare e scrivere chiaro. A meno che non partecipi a un concorso di poesie, scrivi chiaro. Qui, come nella legge di Borg non ci sono eccezioni.

Il mio consiglio: interpella l’analizzatore di leggibilità. È uno strumento che analizza i tuoi testi usando l’indice di leggibilità di Gulpease e ti dice se sono comprensibili. In sostituzione puoi usare il tuo orecchio: se leggendo il tuo testo ad alta voce capisci che non scorre, è il momento di semplificare e alleggerire i periodi troppo contorti.

Lo stimolo creativo che va oltre la Legge di Silvio Dante: niente è originale.

Embrace the remix

Legge di Catone

La legge di Catone è la terza con cui Claudio mi conquista ed è condensata nella massima latina rem tene, verba sequentur cioè se conosci la cosa di cui vuoi scrivere, le parole verranno da sole.

Difficilmente riusciamo a scrivere di qualcosa che non conosciamo: o meglio ne scriviamo facendo finta di sapere, sensazione che arriva subito al lettore rendendo la lettura fumosa e confusa. Dico sempre anche io che per ottenere una buona scrittura ci vuole un pensiero “buono” che vuol dire consapevole, pieno, vero. Se conosciamo bene un argomento troveremo anche le parole per spiegarlo. Per scrivere di Leopardi, di marketing o delle guerre del ‘900 bisogna conoscere bene Leopardi, il marketing, il ‘900.

Il mio consiglio: leggi l’ebook Scrivi più bianco. Hai ragione, è un consiglio di parte forse, visto che l’ho scritto io, ma sono sicura che possa aiutarti a scoprire te e il tuo business attraverso la scrittura, a trovare il tuo stile perché sia coerente e parli di te, perché sia capace di tenere insieme il contenuto e la forma in modo armonico.

La forma che utilizziamo nella scrittura è sempre rivelatrice del pensiero e possiamo usarla per rendere più potenti i nostri messaggi.

Lo stimolo creativo che va oltre la legge di Catone: dove si trova la creatività nel nostro lavoro.

4 lessons in creativity

Le leggi di Claudio Giunta mi sono piaciute perché mettono in ordine in modo nuovo quello che è noto, che si dice spesso e che a tratti può risultare scontato.

Il 5 febbraio a Bologna impareremo a fare proprio questo: a dire in modo nuovo e sorprendente quello che abbiamo in testa, a dare una forma ai nostri contenuti.

Ora è proprio il momento ideale per decidere di venire al corso di Copywriting per il web perché, oltre a riscaldare il tuo inverno mettendo in moto la creatività, ci sono ancora alcuni posti a un prezzo scontato earlylovers. Ti aspetto :)

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