Convincere che LinkedIn sia un Social Network utile ma anche piacevole era l’intento del mio speech del 2018 al Freelancecamp.
Nel 2019 sono ancora più convinta che si tratti di un’ottima piattaforma per raggiungere alcuni obiettivi.

Ma sono anche certa che non serva per forza a tutti. L’opportunità di esserci o meno non dipende tanto dal tipo di lavoro che fai, bensì dal tipo di strategia di comunicazione che intendi perseguire.

Unica eccezione: chi lavora come dipendente.
La maggior parte delle persone che lavora come impiegato/a e middle manager è invitata a iscriversi a LinkedIn e a usarlo nel miglior modo possibile (sotto spiego come). Per tutti gli altri è una scelta, ragionata e consapevole. E una responsabilità.
Io però sono di parte: credo che essere su LinkedIn, con le idee chiare e la coscienza necessaria, rappresenti un’opportunità importante.

Un uso basilare ma non scontato di LinkedIn

LinkedIn oggi rappresenta uno dei punti di riferimento per la ricerca attiva e passiva di lavoro.

  • La ricerca attiva è quella che fai intercettando selezioni e inviando la tua candidatura oppure proponendoti spontaneamente a un possibile datore di lavoro.
  • La ricerca passiva è quando ti rendi il più possibile “trovabile” da head hunter, recruiters, responsabili HR e chi si occupa di ricerca e selezione di collaboratori.

Se vuoi, un motivo molto basilare, strumentale e semplice per decidere se esserci è proprio questo. Te dico subito, però: esserci per fare presenza non serve a niente.

LinkedIn nasce in parte anche per questo: da piattaforma dove i manager potevano interagire tra loro si è presto trasformata in uno strumento utile prima di tutto agli head hunter, e poi direttamente anche alle aziende, per reclutare nuovi collaboratori. Proprio su questo bisogno LinkedIn è cresciuto ed è diventato popolare. Su questo trend sono nate molte applicazioni, accortezze e sotto-strumenti che ne massimizzano l’efficacia e ne semplificano l’utilizzo.

Personalmente mi stupisco ancora quando, nel mio lavoro di recruiter, incontro profili di impiegati o manager incompleti, con 15 collegamenti (ma fossero anche 150 non cambierebbe niente), senza job title, mancanti di qualsiasi informazione utile.

Ma la sorpresa diventa incredulità quando mi scrivono persone per la revisione del CV che ancora non sanno cosa sia LinkedIn. Per fortuna sono in poche ma chi, pur conoscendolo, ancora lo evita, si giustifica con una delle seguenti opzioni, a scelta:

  • Non uso queste modernità, io.
  • A me non piace mettere in piazza i fatti miei.
  • Non ho ancora capito come funziona.
  • Mi hanno detto che è come Facebook e non serve a niente.
  • Sì lo so dovrei esserci, è che non ho mai avuto tempo.

Oggi ve lo posso confermare: la maggior parte della ricerca di personale (dipendente e non) passa su LinkedIn. Non solo su questa ma anche su questa.

Il vantaggio di usare LinkedIn per la ricerca di lavoro è che si tratta di un meraviglioso aggregatore di informazioni: in un unico posto è possibile accedere a persone, aziende, opportunità di lavoro, tendenze, dati, contatti…

Insomma: che vantaggio ti porta, invece, non esserci?

Uso evoluto di LinkedIn: i vantaggi per i professionisti

Adesso veniamo ai perché un po’ più corposi e impegnativi. Perché essere su LinkedIn? In modo molto banale perché se hai deciso di comunicare la tua professionalità attraverso i social network è probabile che LinkedIn ti possa essere utile.

Se vogliamo andare nel dettaglio i principali vantaggi nell’essere su LinkedIn (in un modo consapevole e curato che vedremo dopo) sono i seguenti:

  • comunicazione del proprio personal/professional branding
  • possibilità di aumentare e comunicare la tua credibilità professionale (è diverso dal punto sopra: potresti non avere un brand ma su LinkedIn ti rendi credibile in un determinato ambito professionale)
  • sviluppo di un network allargato e targetizzato
  • possibilità di pubblicare contenuti più ampi rispetto ai classici post (LinkedIn offre una piattaforma di editing che può ospitare articoli)
  • visibilità all’interno del contenitore che per eccellenza si rivolge al mondo business
  • possibilità di osservare il mondo del lavoro e di seguire aziende e professionisti di riferimento (e qui mi viene in mente il libro “Ruba come un artista”).

Qual è il prerequisito per decidere se e come esserci su LinkedIn?
Che tu possa interagire o raggiungere qualcuno che ti interessa professionalmente:

  • clienti e prospect in primis
  • partner o collaboratori in seconda battuta.

Potrebbero non interessarti tutti i vantaggi che porta LinkedIn, potresti non aver voglia di sviluppare contenuti in stile blog oppure potresti non avere un brand da promuovere. Non importa: se anche uno di questi punti ti interessa, io valuterei seriamente di affrontare LinkedIn con strategia ed entusiasmo. Già, anche entusiasmo.

In fondo è una grande comunità di persone, incluse le pagine aziendali: senza entusiasmo e voglia di entrare in contatto con le persone i risultati saranno scarsi, già te lo dico.

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Prerequisiti per entrare nella community di LinkedIn

Potrei liquidare questo capitolo dicendo: tutti quelli necessari a qualsiasi altro social network esclusa la capacità di fare foto (che, se c’è, non è mai da buttare), ma provo a spiegare i più importanti.

Il tempo a imbuto

All’inizio – intendo ancora prima di aprire un account LinkedIn – te ne serve un bel po’. È il tempo che dedichi a:

  • Decidere se e come esserci.
  • Pianificare la tua strategia dopo aver messo a punto obiettivi e target. Da qui in poi, credimi, l’imbuto si stringe.
  • Impegnarti per creare un profilo che non sia il tuo CV on line.
  • Creare e ampliare la rete, e per sperimentare che tipo di contenuti e tono di voce possono fare meglio al caso tuo e del tuo pubblico.

Quando avrai rodato il processo, potrai permetterti di curare LinkedIn quotidianamente, attraverso micro-momenti in cui accedi, osservi, scrolli, commenti e ti mostri.  
E potrai riservare i momenti più significativi ad attività strategiche come:

  • pubblicare un post ragionato;
  • pubblicare un articolo bello consistente;
  • partecipare alle discussioni sui gruppi.

Entusiasmo e curiosità

Se ti approcci a LinkedIn spinto solo da senso del dovere, assomiglierai a mio figlio quando si lava i denti.
Ribadisco quanto già detto: LinkedIn è una comunità di persone. Tu puoi decidere con chi entrare in contatto e chi seguire. Il tuo feed lo crei tu, le relazioni e le interazioni nascono dalla tua iniziativa e, te lo garantisco, cambiano moltissimo a seconda dell’approccio con cui ti metti in gioco.

Spalle larghe

Su LinkedIn vige la regola che non si guarda in faccia (quasi) a nessuno e tutti si sentono in diritto di replicare, commentare, puntualizzare, contare i peli del naso a chiunque altro. È così.
Non è qualcosa che puoi cambiare o a cui puoi sottrarti, se deciderai di usare LinkedIn in modo un po’ “spinto”.

È tutto ok. Non ti curar di loro ma continua scrivere.

Costanza

Sii costante. Decidi tu il ritmo e poi seguilo.

Pazienza

Pazienza è la cugina di Costanza.

E allora, che si fa?

Hai deciso? Vuoi vivere LinkedIn come mai prima d’ora e assaporarne tutte le sue possibilità?
Bene, gli ambiti da cui partire per iniziare con il piede giusto sono 3:

  • profilo ottimizzato
  • network curato e ampio
  • contenuti e interazioni.

Profilo ottimizzato

Ricordati: la foto, un sommario chiaro, l’url personalizzata, una compilazione puntuale, un riepilogo che non sia il riassunto del CV.
E poi sfrutta tutte le possibilità che LinkedIn ti offre di allegare documenti, presentazioni, video e quant’altro sia funzionale a mostrare quello che hai fatto.

Il network

Nel network risiede una delle più grandi differenze rispetto al buon Facebook ed è una cosa che anche LinkedIn ha capito dopo, ma ha capito. Il networking su LinkedIn non può e non deve limitarsi alle persone che conosci.

I contenuti

Prendi posizione! Offri il tuo punto di vista, sii incisivo o incisiva e differenziati.
Usa il tono di voce, un format, un approccio, un espediente editoriale per renderti riconoscibile (come in ogni altro canale di comunicazione del resto).
Puoi provare a costruire la tua brand identity con un profilo della madonna ma non avrà mai la stessa potenza di fuoco che possono avere dei contenuti pensati e ragionati.

Adesso la smetto, ma ti aspetto

Ti ho spaventato/spaventata? Spero di no.

Mi occupo di recruiting e sono una libera professionista: uso LinkedIn per lavoro, come strumento e come canale per sviluppare il mio piccolo personal brand. Ho imparato queste cose sul campo e sul campo le sperimento ogni giorno: con audacia e pazienza i risultati arrivano. LinkedIn offre possibilità interessanti e anche sfidanti, sia per un dipendente che per un freelance (su LinkedIn però diciamo Libero Professionista).

Se vuoi approfondire ed essere guidato alla costruzione di un profilo efficace, ti invito al mio corso on line.
E visto che ci sei, unisciti al gruppo Facebook di Digitalupdate, se ti serve un consiglio mi trovi lì.

Foto: Nick YoungsonCC BY-SA 3.0Alpha Stock Images.

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