Ogni volta che si presenta un’idea è importante che si crei un circolo virtuoso in modo che il concetto chiave del tuo discorso rimanga impresso nel pubblico e generi il cambiamento che desideri.

Quali sono gli ingredienti giusti per una presentazione memorabile? Io ed Elena Bobbola, la mia collega Slide Queen, ne abbiamo individuati tre:

  • lo/la speaker, cioè tu;
  • il pubblico;
  • le slide.

Sul primo punto potrai lavorare grazie al corso sul public speaking tenuto da Tatiana Cazzaro. Noi lo abbiamo seguito e ti confermiamo che… funziona! Sugli altri due, prosegui :)

L’abito fa il monaco

È uno dei nostri mantra: le presentazioni con una scenografia coerente risultano più efficaci e memorabili. Anzi, ti diremo di più, secondo Linda Blair bastano 7 secondi per farsi un’idea di qualcuno che incontriamo per la prima volta! Per cui ogni volta che ci presentiamo in pubblico dobbiamo pensare alla nostra performance come fosse un primo appuntamento.

E ancora, giusto per aumentare l’ansia da prestazione, l’efficacia della comunicazione si suddivide in queste percentuali: 55% forma, 38% esposizione, 7% contenuto.

E quindi? Quindi è sempre più importante fare delle slide che siano coinvolgenti per il tuo pubblico.

Il pubblico, questo sconosciuto.

Per creare il circolo virtuoso una delle prime cose da prendere in considerazione è che il pubblico va rispettato: se delle persone hanno impiegato delle risorse per venirti ad ascoltare è importante che la tua performance sia al massimo. Investi il tempo necessario per preparare il tuo discorso, più sarai convincente più genererai il cambiamento nella tua audience: pensa al tuo pubblico come fosse il cliente finale di un tuo progetto.

La seconda regola sulla quale si fonda un buon rapporto tra te e il tuo pubblico è pensare che tu non sei il tuo pubblico. Il tuo discorso dovrà essere tagliato sui suoi bisogni e, mentre sarà importante instaurare una sorta di dialogo durante la presentazione, prima del tuo discorso dovrai intercettare le esigenze dell’audience. Le slide e la performance sul palco le puoi controllare interamente, il pubblico invece ha sempre una percentuale d’incognita.

Un buon metodo è farsi delle domande e creare una mappa dei bisogni dell’audience seguendo il procedimento proposto da Catrinel Bartolomeu in questo post uscito sul blog di Nancy Duarte, fonte inesauribile d’ispirazione.

E ora, che si fa?

Per approfondire l’argomento, prima d’iscriverti, puoi leggere alcuni dei post che ho scritto per CpiuB oppure lasciarti ispirare dai grandi guru del presentation design; qui trovi tre TED Talks con sottotitoli in italiano o inglese:

Per tutto il resto ci vediamo in aula a Bologna!

Photo credits: Patrick Fore on Unsplash

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