Parlare fa sempre un po’ paura, sia quando siamo fisicamente davanti alle persone che quando parliamo a distanza e, mai come in questi mesi, abbiamo parlato tanto, in particolare di fronte alla webcam del nostro computer. Le prime volte poi, parlare in pubblico può creare qualche difficoltà.

Per questo motivo abbiamo chiesto a Tatiana Cazzaro, docente del nostro corso di Public Speaking, di tenere una diretta sulla nostra pagina Facebook per darci suggerimenti e consigli su come affrontare un discorso in pubblico o di fronte a una webcam; abbiamo parlato di scenografia, interazione e presenza fatta di corpo e voce.


Nella situazione che stiamo vivendo, è molto importante affrontare il tema del Public speaking anche su Skype, Zoom, GoToMeeting e tutte le altre piattaforme che permettono di coltivare e mantenere la relazione e la comunicazione con qualcuno, anche quando la prossimità fisica non è possibile. Queste sono informazioni utili per tutti, per chi lavora a distanza, per chi segue classi online, per chi deve fare riunioni con i colleghi o i clienti, per chiunque deve parlare con più di una persona alla volta.

Attenzione al dove: scenografia, tecnologia, inquadratura

La piattaforma, annessi e connessi

  • Studia con anticipo la piattaforma che utilizzerai: dobbiamo usare tutto il tempo a nostra disposizione per dedicare attenzione al contenuto, senza perderlo per risolvere i problemi della piattaforma e del collegamento.
  • Usa cuffie e microfono, anche a discapito dell’estetica: ti permettono di far arrivare la voce in modo chiaro e pulito, senza dispersione d’ambiente o rumori di sottofondo che possono distrarre il tuo interlocutore.
  • Prova prima la stabilità della connessione e il funzionamento di microfono, webcam, cuffie. E allenati per tempo sulle peculiarità della piattaforma: come si usano le Breakout Rooms di Zoom, ad esempio.

Imprevisti ce ne saranno sempre, tanto più che molti dipendono da problemi di chi si connette con te, ma dovrai pensare eventualmente solo a quelli, e dedicarti con attenzione a contenuto e relazione.
… Ma tieni anche pronto un piano B!

L’inquadratura

  • Scegli con attenzione il posto da cui ti colleghi, lo sfondo che starà alle tue spalle: sarà la tua scenografia ed è importante che sia piacevole anche per chi guarda. Un muro scrostato o una libreria disordinata potrebbero non essere il setting migliore.
  • A volte bisogna però rinunciare allo sfondo migliore per preferire qualcosa di più neutro ma ben illuminato.
  • Un po’ di tempo prima del meeting fai una prova registrandoti, in modo da poter controllare, rivedendoti, se la scenografia è “pulita” o se ci sono cose che possono disturbare l’attenzione.
  • Controlla bene che la videocamera sia frontale. Noto moltissimi che posizionano il computer in modo da essere inquadrati da sotto. Nell’inquadratura dei video, come nella fotografia, segui la regola dei  ⅔ per non lasciare quella che si chiama “aria sulla testa”.

[Pensa alla griglia di una qualsiasi app per editing delle foto: hai due linee orizzontali e tre verticali, che dividono l’inquadratura in nove quadrati. Quello al centro è detto “quadrato dell’attenzione”. Cerca di mettere i tuoi occhi sulla linea superiore, appunto, a due terzi dell’inquadratura. Per approfondire puoi leggere questo post di Deborah Ugolini. N.d.R]

L’interazione: oltrepassa la “distanza” dello schermo

La relazione: come mantenerla con il nostro pubblico se siamo di fronte a una webcam?

  • È difficile mantenere un rapporto senza vedere il pubblico che ti sta ascoltando, ma possiamo “sentirlo”, e mantenere il contatto facendo più pause, sopperendo alla mancanza di linguaggio non verbale con la richiesta di un feedback vocale o scritto. Serve a loro per seguire meglio e a noi per capire se stiamo andando nella giusta direzione.
    Questa è la relazione: non solo dire tutto quello che dobbiamo dire, ma non perdere nessuno nel frattempo. In aula vedi le reazioni, le facce stanche o disattente o dubbiose, in video è molto più difficile. Diventa essenziale strutturare pause e momenti per le domande.
  • Ritorno sull’importanza delle pause. Fare pause online è più complicato, vero, ma è necessario per rilassarsi, per chi ascolta e chi parla, per staccare lo sguardo dal pc, riducendo l’affaticamento visivo.

Devo guardare l’obiettivo fisso come se parlassi a una persona? È vero che in aula le persone si sentono coinvolte se guardate negli occhi, ma in videoconferenza non posso guardare così tanto l’obiettivo, affatica la vista ed è un po’ innaturale. Alterna un po’, ma ricordati di guardare in camera ogni tanto, il tuo interlocutore si sentirà più coinvolto.

Rispettiamo i tempi

I tempi sono un altro ingrediente importante. Prepara il tuo contenuto per riuscire a dire tutto quello che vuoi in meno tempo di quello che hai a disposizione.
L’interazione online, così come l’interazione in presenza, deve prevedere pause, inconvenienti tecnologici e non.

Insisto: anche le pause fanno parte dei tempi di apprendimento.

Come utilizzare la voce?

La voce è lo strumento principale che abbiamo per veicolare il nostro contenuto e rappresenta la parte emozionale di ciò che raccontiamo. Durante le riunioni online hai notato che la voce si affatica di più?
In video siamo un corpo a mezzo busto quindi è importante avere una buona postura, una buona respirazione, fare del riscaldamento dei muscoli del corpo e della voce e essere sempre idratati (stiamo parlando di LITRI di acqua).

La voce strozzata, dopo un corso o un’aula di qualche ora, è la conseguenza di una respirazione sbagliata.
Chi utilizza la voce per mestiere impara da subito a respirare con il diaframma, con la pancia: l’aria diventa voce, ed è più calda, più bassa, meno faticosa da sostenere.
Se invece usiamo una respirazione diversa, la voce diventa di gola o di testa: il registro è più acuto, ci affatica ed è meno piacevole da ascoltare, oltre al fatto che l’affanno si sente ed è “contagioso”.

Trova le parole giuste

Quando prepari un talk o una lezione, il linguaggio è lo strumento per costruire fiducia, trasmettere il messaggio, chiamare all’azione. Ricevi 3 lezioni gratis su come usare meglio le parole.

E come si respira di diaframma?

  • Scalda i muscoli di tutto il corpo, oltre alla voce. Dopo aver fatto un po’ di riscaldamento prova ad esempio ad appoggiare la schiena alla parete, metti la mano sulla pancia, respira e poi prova ad emettere la voce. Cosa succede, lo senti?
  • Se puoi stai in piedi: le spalle sono aperte e la pancia non è schiacciata.
  • Da seduti: assumi una posizione rilassata ma composta e siediti su una sedia comoda, come quelle che permettono di appoggiarsi sulla ginocchia e mantenere la schiena più dritta e il petto più aperto.

Ritmo e voce

  • Preparati il discorso prima: vuol dire avere in mente i passaggi cruciali sui quali fare attenzione, ponendo più enfasi su alcune frasi, sottolineando così il loro valore. Fatti una scaletta, o una mappa.
    Le slide servono come gancio, come dicono Elena Bobbola e Marie Louise Denti, ma lascia che le persone vedano soprattutto te: non leggere le slide fuori campo perché non sono il tuo contenuto, sono uno strumento.
  • Parla lentamente. Avere la scaletta ti aiuta a non correre per la paura di non riuscire a dire tutto o di perderti in divagazioni.
  • Non aver paura dei silenzi perché, anche se siamo dietro una webcam, non siamo soli ma in relazione con qualcuno. Il silenzio, come la pausa, permette ai nostri interlocutori di assorbire quello che abbiamo detto.
  • Modula la voce: vuol dire porre gli accenti lì dove vogliamo che le persone facciano più attenzione. È come usare i grassetti, i maiuscoli, la punteggiatura nel testo scritto. Come colorare un disegno.
    Perché, se non è trasmesso in modo corretto, anche un contenuto di qualità cade.
    Un buon allenamento è leggere con costanza storie per bambini, esagerando l’intonazione e gli accenti. 

    [Possono esserti utili i corsi per leggere le storie ai bambini, come quelli per diventare volontario di Nati per Leggere. N.d.R]

Ci prepariamo insieme?

Per esercitarci insieme e per lavorare sui contenuti e la loro forma, ci vediamo nell’aula di Zoom il 22 e 24 settembre per il mio workshop operativo sul Public Speaking. Sperimentiamo accogliendo la sfida del remote learning: quel che è successo in questi mesi di pandemia è un cambiamento che porterà anche valore, che ha messo e continuerà a mettere in discussione tanti meccanismi e ci ha dato l’occasione per ripensarli, per rimodularli perché siano efficaci anche in modalità online. 

Ricorda: cambia il modo, ma il contenuto resta. Quando il contenuto c’è, ed è nostro, solido e sicuro, non c’è imprevisto che ci possa distogliere.
Sistema la tecnologia e occupati del momento presente con le persone. E fai respirare le tue parole.

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