Durante la diretta del 26 marzo Alessandra Farabegoli, Gianluca Diegoli ed Enrico Marchetto si sono ritrovati nell’aula virtuale creata nel gruppo Facebook di Digital Update, per ragionare e discutere su cosa sta succedendo in questo momento storico e riflettere su come rimodellare le strategie di Advertising, con particolare riferimento all’utilizzo di Facebook e Instagram.

Con il lockdown molti settori si sono trovati in difficoltà e spesso impreparati ad affrontare l’emergenza. Da dove si riparte?

Prendiamo la formazione: trasferire un corso dall’aula al web rappresenta un grande rimodellamento, che non può non tener conto del frame in cui i nostri ascoltatori si trovano: di conseguenza contenuti e slide devono essere anch’essi adattati.

Nei momenti di difficoltà come questo, ritengo che si debba tornare alle fondamenta, al back to basics, a strumenti come l’analisi SWOT, strumento di pianificazione strategica usato per valutare i punti di forza (Strengths), le debolezze (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) di un progetto o di un’impresa.

Ovviamente oggi la minaccia per moltissime aziende è il Coronavirus, minaccia esterna e impossibile da controllare. Nel mentre, la crescita della presenza online, dell’ingaggio all’interno dei gruppi e la variabile tempo, data dal forzato blocco delle attività, rappresentano alcune delle opportunità e punti di forza di una possibile strategia. L’aumento della Reach organica di Facebook ne è una dimostrazione.

In questa situazione contingente, è consigliato investire in advertising?

Sì, in questo momento l’advertising ha ampi spazi di libertà e i dati ci mostrano che è un buon momento per investire. Con tanta gente online e nel mindset orientato a interagire, per molti business questo è il momento di fare branding e costruire awareness. Un’azienda poco saggia invece, blocca l’advertising.

Il mio consiglio è investire nei propri prodotti, anche se con un budget minimo di advertising, per aumentare visibilità e engagement. Fare pubblicità e comunicare con la propria community, curare i like, le interazioni con i propri clienti, per poi ricontattare questi clienti in remarketing, permette di consolidare relazioni che rifioriranno una volta che l’uragano sarà passato.

Non è invece il momento di focalizzarsi su conversioni, attribuzioni e full funnel di Facebook e Instagram; è piuttosto un’occasione per progettare il dopo emergenza e pensare a nuove soluzioni.

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Chi ha curato meglio il CRM negli ultimi anni è sicuramente in vantaggio; per chi invece non ha consolidato questo tipo di attività, è uno spreco di risorse iniziare adesso?

Sicuramente tutti quei brand che hanno una forte identità su cui costruire una dimensione comunitaria, come Digital Update, sono imprese molto avvantaggiate perché la vera interazione avviene all’interno dei gruppi.

Tuttavia non è mai troppo tardi per avere un CRM. Ricordiamoci che lavoriamo sulla base di un triangolo dove in cima c’è la vendita ma, alla base, c’è una cura della relazione. Se manca questa, la vendita dura poco.

Infine, qualsiasi business ha un database di clienti, fan e interazioni che nel frame contemporaneo rappresenta il punto di forza su cui lavorare e dal quale ripartire orientandosi all’ingaggio.

Qual è il ruolo di Facebook?

Il ruolo di Facebook è tenere accesa la fiamma del dialogo, la relazione con il cliente o con il potenziale cliente per fare branding, awareness e interazione. Solo successivamente diventa un ottimo assistente alla conversione.

Facebook è utile per scoprire il proprio target, ragionare sul pubblico, entrare nel mindset del cliente, sistemare l’anagrafica perché qui, così come su Instagram, ci sono degli spazi di investimento enormi, ovviamente da declinare in base alla tipologia di brand e business.

Infine, l’attenzione delle persone all’interno di Facebook è più alta anche perché i social costituiscono un diversivo più leggero al palinsesto televisivo che, in questo momento è particolarmente statico e focalizzato sull’emergenza. Le persone stanno interagendo molto di più.

Quali possono essere dei consigli specifici per l’adv su Instagram?

Anche se è attraverso Facebook che si gestisce la pubblicità Instagram, è un momento profittevole per lavorare su Instagram per posizionamento e copertura garantita.

Un consiglio? Andare su Ad Library, la Libreria inserzioni di Facebook, e fare una ricerca per brand e settori, così da trovare esempi e ispirazioni.

Tante fiere e saloni sono stati cancellati; come gestire la ricerca clienti nei settori che hanno perso delle occasioni di incontro fisico?

Nel corso degli anni abbiamo sopravvalutato l’elemento dell’evento fisico. Non vuol dire che l’evento fisico sia sbagliato anzi, in un futuro, le fiere saranno l’occasione in cui implementare il database, creando contatti, attivando nuovi percorsi.

Ciò che è storicamente sbagliato invece è la dimensione dell’effort aziendale investito sugli eventi, dimenticando tutto il resto. Il problema dunque è non aver differenziato l’investimento e l’obiettivo marketing.

È necessario, come si diceva, tornare alle basi e al modello POE: paid, owned, earned. Quali sono i canali a pagamento? Quelli proprietari? Quelli guadagnati? Ripensiamone l’equilibrio, se si è investito il 100% del business nel settore fiere, i problemi di oggi non sono imputabili solo al Coronavirus ma forse anche il sintomo di un’assenza di pianificazione strategica.

Siamo all’interno di un grande esperimento collettivo di rimodellamento delle nostre strategie e abitudini, che se non ci fosse stato imposto forse non avremmo mai fatto. Molte aziende si (ri)scopriranno digitali obtorto collo.

Cosa fare?

Generare contenuto perché il contenuto genera interazione, l’interazione genera una reazione e la reazione genererà retargeting in futuro. Costruire una strategia perché arriverà il momento di capitalizzare con la piacevole sorpresa di trovare audience fidelizzate e più vicine al tuo prodotto.

Dunque… è tempo di fare brainstorming.

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