Creare contenuti che funzionano non è solo scrivere bene cose interessanti.

Intanto: interessanti per chi? Per te o per chi ti legge? Come puoi capire quale direzione dovresti prendere nei tuoi piani editoriali?
Ad esempio puoi farlo imparando leggere bene i dati delle analytics e a usare al meglio gli strumenti SEO.

Ne abbiamo parlato in una diretta sulla nostra pagina Facebook con Elia Zanon e Giovanni Favero, nostri docenti rispettivamente di “Migliora i contenuti usando keyword e tool SEO” e di “Migliora il tuo piano editoriale con le Analytics“.
Ecco i punti salienti.

La SEO e gli Analytics possono essere utili anche ai “non iniziati”?

La SEO e gli Analytics sono strumenti utilissimi alle persone che lavorano sui contenuti per lavorare al raggiungimento degli obiettivi dell’attività che devono promuovere.

Con gli Analytics innanzitutto possiamo controllare e tracciare le performance di quello che abbiamo pubblicato: come è stato accolto, come hanno reagito le persone che l’hanno letto (sono usciti subito? dopo quanto? per andare dove?). Anche la SEO va tracciata e analizzata, per poter lavorare al massimo della sua potenzialità.

Ma i dati servono anche prima di scrivere. Per elaborare dei contenuti efficaci partiamo dalle persone, non dimentichiamocelo: sono loro i veri destinatari, non Google.

Possiamo scrivere contenuti che funzionano grazie alla SEO e poi possiamo migliorare grazie alla raccolta e analisi dei dati: in questo modo possiamo controllare che risultati ottiene (rispetto agli obiettivi che ci siamo dati: conversioni, attenzione, ecc.) ciò che abbiamo pubblicato.

Tutto il processo di elaborazione dei contenuti può essere più efficace se data driven: analizzo, produco, analizzo, ottimizzo.

Certo, ci devono essere delle competenze tecniche approfondite per poter leggere tutti i dati al meglio. Ma ci sono alcuni dati che chi produce contenuti può imparare a maneggiare, senza per questo entrare tra gli “iniziati”.

Proprio per questo abbiamo progettato i nostri corsi: per dare una cassetta degli attrezzi agile e di base a chi deve usare questi dati e questi strumenti per scrivere i contenuti, e per dar loro la conoscenza e il linguaggio per comunicare con le figure “tecniche” a cui affideremo la configurazione di dettaglio degli analytics.

Quante cose possiamo fare con i dati giusti

Conoscere le persone a cui ci rivolgiamo

A cominciare dalle persone che visitano il nostro sito: chi sono, che età hanno, da dove vengono. Naturalmente sono dati aggregati, ma ci aiutano a disegnare un profilo medio del nostro lettore.

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Capire se e perché i contenuti “funzionano”

Intanto: cosa vuol dire funzionano?

Il dato quantitativo (quanto è stato letto) può non essere sufficiente. Ad esempio, cosa ci serve, oggi, un post come funziona Google+, anche se è uno dei più letti del nostro sito?

Ci sono anche indicatori qualitativi da tenere in considerazione: permanenza sul sito, bounce rate, conversione su obiettivi.

Il primo passo, quindi, è decidere quali dati ci servono: individuare quali KPI considerare, quali obiettivi impostare.

I contenuti funzionano? Possiamo analizzare i dati per capire quali ricerche hanno incrociato e se possiamo ottimizzare il budget. Ad esempio ci sono strumenti che ti permettono di orientare le ricerche di Google perché puntino a contenuti specifici.

I contenuti non funzionano? Possiamo studiare come modificarli perché performino meglio, o valorizzarli perché vengano trovati più facilmente e per dar loro la visibilità che si meritano.

SEO e Analytics al servizio del piano editoriale

Sia la SEO che gli Analytics servono anche prima di creare contenuti, per intercettare i bisogni delle persone.

  • La SEO ci aiuta a definire il nostro piano editoriale perché ci aiuta a capire quali ricerche fanno le persone che vogliamo raggiungere. Chi sono queste persone, che bisogni hanno?
  • Possiamo imparare a usare gli strumenti che ci aiutano a individuare le parole chiave che condensano questo bisogno, e poi analizzare quali sono le più indicate per incrociare le persone a cui vogliamo parlare.
  • Gli strumenti SEO che abbiamo oggi ci aiutano a guarire dalla sindrome da pagina bianca. Cosa scrivo oggi? Ce lo dicono le persone con le loro ricerche sul nostro sito.
  • Abbiamo un buon contenuto ma possiamo capire qual è lo strumento migliore per veicolarlo? Ad esempio possiamo impostare una matrice degli intenti e capire se è meglio farne un blogpost, o una pagina, o una scheda prodotto o altro ancora.

Se vuoi imparare con noi un approccio analitico e data-driven per valutare i contenuti e renderli funzionali agli obiettivi aziendali, ti aspettiamo ai corsi Migliora il tuo piano editoriale con le Analytics e Migliora i contenuti usando keyword e tool SEO.

Photo by Austin Chan on Unsplash

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