Domande sulla SEO ce ne sono e ce ne saranno sempre; insieme a Digital Update ne abbiamo raccolte un po’, cercando di dare la miglior risposta possibile durante una diretta che io ed Elia Zanon abbiamo fatto all’interno del gruppo Facebook di Digital Update.

Il video completo della diretta lo trovi nel corso o nel gruppo Facebook; qui sotto ti riporto una sintesi delle domande e delle nostre risposte.

SEO e B2B: parlando di Search Intent nel B2B e di keyword poco competitive ma molto di settore, qual è il volume di ricerca per il quale vale la pena investire in attività SEO?

Partiamo da un po’ di contesto: nella fase iniziale di un progetto SEO, quella in cui avviene l’analisi delle parole chiave, dobbiamo capire per quale combinazione di parole chiave ha senso investire tempo ed energie. Per farlo usiamo vari strumenti, e uno dei principali è Google AdWords che ci offre informazioni come la popolarità e la frequenza nella ricerca della parola, nonché gli indici e i gradi di competitività.

Google restituisce l’indice del volume di ricerca di una parola chiave indicando un insieme di numeri, i bucket, che sono intervalli di frequenza delle parole chiave; se ad esempio cerco la parola chiave borraccia e lo strumento mi restituisce il numero 300, vuol dire che il volume di quella parola chiave sta all’interno del bucket “al massimo 300 volte”.

Attenzione: nel 2016, per chi non ha campagne Google Ads attive, i bucket sono passati da 77 a 8, con una conseguente perdita di qualità dell’informazione.

Come decidere se puntare o meno su una parola chiave il cui indice di ricerca è basso?

È difficile. Prima di investire nella SEO, i cui tempi di maturazione sono più lunghi, conviene creare una campagna con Google Ads su una specifica parola chiave; questa campagna, limitata nel tempo, permette, grazie a un piccolo investimento, di valutare se dietro quella parola chiave c’è un intento di ricerca interessante e quanti clic si trasformano in conversione.

4 lezioni gratis sul mondo Google?

SEO, Local SEO, Google Ads, Google Analytics: lascia il tuo indirizzo email e riceverai direttamente nella tua casella un mini-corso con video e link. È gratis, richiedilo subito!

Come valutare la competitività?

Non c’è un indice ufficiale di competitività. È sbagliato affermare in termini assoluti che una parola chiave è più competitiva rispetto ad un’altra: dipende dal contesto e dal nostro pubblico di riferimento. Una parola chiave apparentemente competitiva può esserlo per un sito ma non per un altro.

Dei buoni indizi potrebbero essere i dati di Google Ads: se ci sono tanti player che hanno comprato quella parola chiave può voler dire qualcosa; il numero delle ricerche o il numero di documenti trovati possono essere degli indicatori.

Qual è l’approccio migliore alla Keyword Research nella fase di awareness nel funnel, quando il tuo cliente non ricerca il prodotto o il servizio?

Qui è dove ogni SEO tira fuori la propria creatività, intuizioni e background. Non c’è né formula né soluzione. A me piace fare zoom-out, andare indietro, vedere il contesto più ampio, l’esigenza e l’ambiente in cui il prodotto è inserito, e pensare, più che alle caratteristiche del prodotto/servizio, ai bisogni a cui dà una risposta.

Riflessioni dopo gli ultimi update dell’algoritmo di Google?

Di recente ci sono stati due update: il più recente, quello del 23 di gennaio, riguarda il featured snippet, cioè lo snippet in posizione 0; con questo update, se un sito viene premiato con quel grado di visibilità non lo ritroveremo tra i risultati normali, quindi è un po’ come se la pagina di ricerca si riducesse, perché dove c’è un featured snippet ora verrà mostrato un risultato in meno.

L’altro update, quello a cui probabilmente si riferisce la domanda, è il Core Update del 13 gennaio; io qui però devo dire che ho smesso di farmi coinvolgere dall’analisi di dettaglio e da tutte le polemiche che riguardano questo genere di aggiornamenti dell’algoritmo, perché mi sono convinto che la cosa migliore sia ascoltare ciò che dice Google stesso.
In sostanza, se qualcuno, dopo una variazione dell’algoritmo, perde visibilità, non ci sono fix da fare per recuperare qualcosa, è semplicemente una manifestazione del fatto che sono cambiati i parametri di valutazione che decidono quali sono i risultati migliori.

Via via che Google aggiorna il suo algoritmo cercando di migliorare continuamente la qualità dei risultati, la strategia che paga è continuare a produrre contenuti di qualità, pensando più a come soddisfare i bisogni dei nostri clienti che non a come accontentare Google. Un documento curato dal punto di vista SEO ma che non è interessante, nel lungo periodo, perde il confronto con un contenuto originale e interessante, anche se quest’ultimo ha delle carenze lato SEO.

Come fare SEO quando si scrive una storia personale che non risponde alle classiche domande che potremmo fare su Google?

In questo caso la cosa migliore è ragionare con un’inversione di focus. Stiamo parlando di proporre un’esperienza specifica alla propria audience attraverso la pagina personale, un blog, o il social network.

Quindi dobbiamo soprattutto capire qual è l’argomento che può interessare, costruirci una storia, individuando la parola chiave con cui le persone possono fare la propria ricerca.

Possiamo promuovere questa tipologia di storie attraverso Facebook, anche con una sponsorizzazione, in modo da aiutarla ad acquisire popolarità. Su Google si può fare più fatica a tradurre un’esperienza personale in qualcosa che può essere cercato. 

In ogni caso ricordiamo che la storia è la parte più importante, non la si deve alterare e inquinare per soddisfare l’intento di ricerca. È l’originalità che genererà valore: la storia verrà ricondivisa e le persone troveranno il blog non tramite la storia ma attraverso il tuo nome.

Posso riuscire a posizionare un sito il cui contenuto testuale è in dialetto?

L’ambito semantico del dialetto è poco competitivo poiché il dialetto è circoscritto ad un territorio il cui pubblico è pubblico di nicchia. Di conseguenza, il volume di ricerca è molto basso poiché le parole chiave sono poco competitive e poche ricercate.

Tuttavia, un contenuto in dialetto può posizionarsi su parole chiave dialettali. Mi aspetto però che l’intento delle persone sia trovare il significato di quella specifica parola. Inoltre, per ambire al posizionamento della parola chiave, lavorerei sulle descrizioni intese come ‘alt’ delle immagini. Per coerenza, non lavorerei sulle pagine in italiano per poi rimandare alle pagine in dialetto.

Quanto peso hanno sull’indicizzazione i contenuti ripetuti all’interno del sito? Spesso il cliente mi chiede di ripetere dei testi, questo è penalizzante?

Penalizzante è forse la parola più abusata nella SEO. Per essere penalizzati bisogna aver fatto qualcosa che Google ha espressamente detto di non fare; tutto il resto è utile o no a seconda del contesto.

Se si ripete un testo una volta in più, per rispondere a esigenze degli utenti che devono poter trovare la stessa spiegazione in più punti, non c’è da preoccuparsi. Se invece eccedo nella ripetizione della parola chiave per forzare il posizionamento SEO, il testo diventa pesante da leggere: sto mettendo il motore di ricerca davanti alle persone, e questo non aiuta, anzi.

Un classico caso di duplicazione è quello che avviene con le schede prodotto, con blocchi di testo ripetuti che contengono parole chiave. Quando ci sono delle schede prodotto uguali che differiscono per una piccola caratteristica, ma con due URL diverse, questo non è penalizzante, ma Google è libero di indicizzare arbitrariamente una delle due pagine a sua scelta. Può capitare negli e-commerce le cui pagine prodotto sono identiche o in siti multi-mercato e multilingua; per evitare che accada, il segreto è differenziare quanto più possibile i contenuti.

E i segnali social? Non contano proprio più nulla?

Dal punto di vista SEO, i social network hanno un’influenza diretta molto limitata sul posizionamento organico di un sito.

Tuttavia, se il pubblico a cui mi riferisco sta sui social e usa i social come mezzo per informarsi e comunicare con me, starci ha senso non tanto per la SEO quanto, in generale, per la relazione coi clienti.

Ci vediamo in aula?

Nel corso SEO dalla teoria alla pratica faremo una serie di esercitazioni con alcuni dei tool che abbiamo citato e ci sarà modo di rispondere a domande ancora più specifiche; ci vediamo in aula!

Entra nella community di
Digital Update!

Riceverai gratuitamente:

No grazie!