Dove sta andando la grafica? Lo abbiamo chiesto al nostro grafico e docente Roberto Pasini, certi che ci avrebbe – come sempre – sorpresi con risposte inaspettate (e così approfondite che sono diventate un post solo per lui).

Basta tinte piatte, recuperiamo il “materico”

Negli ultimi mesi le tinte piatte hanno stancato e in molti si sono chiesti quale sarebbe stata la tendenza grafica successiva. Si è parlato molto di un ritorno dello scheumorfismo come stile che potrebbe soppiantare il flat design che ha dominato negli ultimi anni.

L’app Edicola nei vecchi iPad è un esempio di scheumorfismo

Lo scheumorfismo è quello stile che riproduce le sensazioni di materiali reali come carta, plastica o metallo. Era molto usato una decina d’anni fa e oggi molti designer lo stanno riproponendo, ovviamente in maniera rinnovata e ricevendo diverse critiche, tra le quali la più importante è la scarsa accessibilità. Chi soffre di disturbi alla vista o di disturbi cognitivi infatti faticherà a leggere e a utilizzare queste interfacce, a causa dei bassi contrasti di colore proposti dalle moderne rivisitazioni dello scheumorfismo.

Il nuovo scheumorfismo appare spesso così: ombre e luci ampie su scale di grigio poco contrastato

Questa tendenza a uscire dalle tinte piatte per andare verso il materico è in voga anche nella fase di scelta dei colori per un brand.
Io stesso negli ultimi progetti di rebranding, oltre a proporre una palette colori tradizionale, ho fornito una palette di materiali quali terra, rame, oro, gomma, acqua, roccia. Anche quando si sviluppa un sito Internet, dove tutto è digitale, i materiali di riferimento servono a immaginare come applicare luci, ombre e sfocature all’impaginato.

Sensazione di “vetro opaco” in un sito internet

Se si vuole seguire questa direzione è importante padroneggiare gli strumenti di gestione di luce e ombra: la scelta dei “punti di luce”, la rifrazione dei colori, la distribuzione e intensità delle ombre, le trasparenze e le modalità di miscelazione dei livelli.

Uno degli esempi meglio riusciti di scheumorfismo e di resa dei materiali in digitale è il Microsoft Fluent Design System. Ci hanno impiegato qualche anno, ma guarda che risultato:

Fai lavorare l’A.I. per te (ma non al posto tuo)

Invece dal punto di vista tecnico, e non stilistico, il 2020 ha visto imporsi l’uso dell’intelligenza artificiale negli strumenti di grafica: Photoshop ha messo a disposizione numerosi strumenti che aiutano a ottenere migliori risultati in tempi ridotti.
Ad esempio per:

  • gli scontorni
  • la cancellazione di oggetti o persone dalle foto
  • la ricostruzione dei dettagli quando si ingrandisce una foto piccola
  • la ricostruzione di foto rovinate o eccessivamente compresse
  • l’alterazione della fisionomia dei volti
  • il cambio di proporzioni di un’immagine

… e molti altri, alcuni dei quali ancora in fase sperimentale.

I nuovi filtri neurali di Photoshop
Alterazione dei tratti facciali in Photoshop

Nel 2021 l’intelligenza artificiale sarà un ampio ambito di applicazione non tanto per la creatività, ma per la produttività. Chi vuole lavorare professionalmente con la grafica, dovrà conoscere questi strumenti per sfruttare la presenza di un aiutante “artificiale” e consegnare più rapidamente i propri elaborati.
E avere più tempo da dedicare alla creatività.

E come ogni anno, anche nel 2021 ricordatevi che il “Colore Pantone dell’anno” (questa volta sono il grigio e il giallo) è poco più di un gioco. Non sentitevi né obbligati né furbi a usarlo.

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Riscopriamo la sintesi

Nel 2021 auspico un ritorno alla sintesi del tratto, che trova il suo massimo splendore nel disegno dei loghi.
La sintesi (o astrazione) è fondamentale in grafica ed è spesso sottovalutata, anzi al contrario c’è una sorta di horror vacui diffuso che porta a sovraccaricare la comunicazione visuale senza una vera ragione.
Quindi, sviluppare capacità di sintesi grafica è importante.

Sarà utilissimo, ad esempio, per disegnare micro-illustrazioni: disegni con pochissimi elementi che accompagnano i testi, un po’ come se fossero icone ma dal tratto più naturale.
Ma sarà utile anche per la data-visualization, che è un campo specifico a sé ma che incorpora tutte le buone regole della grafica, e in particolar modo quella della sintesi.

La magia del codice

Per quel che riguarda me, nel 2021 voglio imparare Python, perché col codice si fanno magie e ogni persona dovrebbe conoscere le basi della programmazione.
Che tu scriva, disegni, faccia musica, faccia di conto, dovresti saper usare le espressioni regolari e la semantica di base dell’HTML, perché queste due semplici nozioni ti aiuterebbero a svolgere moltissimi compiti.

Conosco bene Javascript, e lo uso moltissimo in ambito grafico per realizzare animazioni e interfacce; conosco bene PHP, e lo uso moltissimo per creare siti altamente personalizzati; mi manca il Python, che è un linguaggio molto diffuso e apprezzato col quale potrò cimentarmi in nuovi progetti.

Se non sei un grafico, ma vuoi imparare le basi di grafica che ti servono come complemento al tuo lavoro, puoi studiare con Roberto Pasini nel suo videocorso online di Grafica.

Illustrazione originale di Kalamun per Digital Update.

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