Fino a pochi anni fa svolgevo un lavoro a dir poco invidiabile: mi occupavo di content marketing per un’azienda importante. Organizzavo il piano editoriale, facevo ricerca e scrivevo interessanti e approfonditi contenuti che riscuotevano molto successo, li promuovevo tramite i canali social che mi permettevano di creare una community intorno al brand. Ero seduta in un team di instancabili creativi, cresciuti a pane e marketing per colazione.

Poi un giorno mi chiamarono per un’offerta di lavoro diversa:

è una posizione nel dipartimento IT, dovrai progettare contenuti e studiare l’architettura delle informazioni; il tuo compito è scrivere parole quasi invisibili, che guidino l’utente all’interno del sito senza farsi notare, testi brevi perlopiù call to action in pulsanti o menu di navigazione; scrivere sarà una piccola parte del lavoro: ricerca, analisi e test saranno il tuo pane quotidiano. Ah, e siederai al tavolo dei developer, con designer e product manager.

Wow, tutto quello che non mi sarei mai sognata di fare. Che ne sarà della mia creatività? Ok, accetto. In calce alla mia mail trovo un nuovo titolo, mai sentito prima: UX writer. Suona bene, qualsiasi cosa significhi.

Meno analisi, più ascolto

C’è una cosa che questo lavoro mi ha insegnato e che non mi sarei mai sognata di dire prima: i dati non sono tutto. Pur lavorando in un ambito molto più tecnico del precedente, non sogno più di notte le mille mila colonne Excel e i risultati delle campagne da analizzare. Niente più percentuali e numeri prima o dopo la virgola in ogni dove.

Ben presto mi sono resa conto che la ricerca qualitativa conta tanto se non di più di quella quantitativa. Gran parte del mio lavoro consiste nell’ascoltare le persone, i miei clienti e i miei partner, capire il loro stato d’animo e le loro intenzioni, il loro obiettivo. Questo ascolto è alla base della strategia con cui definisco il mio prodotto o servizio, con cui costruisco i miei contenuti.

Condividi e confronta

Non è che questo ruolo sia del tutto nuovo, in fondo i contenuti per il web sono sempre esistiti – giusto? Sì, è vero. Però chi li creava prima erano o gli sviluppatori stessi (ecco perché a volte ancora capita di leggere terribili messaggi d’errore in codice di cui non capiamo assolutamente nulla), oppure il copywriter classico, che veniva coinvolto solo alla fine per riempire i buchi di un progetto già definito.

Il ruolo dello UX writer è quello di supervisionare la voce ed il tono con cui si esprime il nostro brand, in ogni sua parte. Per questo è fondamentale e collabora con tante parti dell’azienda (dal customer service al sales, passando per grandi manager e addetti al marketing). 

Aspettarsi l’inaspettato, sempre

Tra le altre cose che ho imparato è che la mia opinione conta poco e non devo fare troppo affidamento nelle mie intuizioni. Tra i compiti dello UX writer c’è anche quello di testare i propri contenuti e verificare con dati alla mano se il cambio apportato piace o meno ai nostri utenti. Ecco, si dice che in media il 90% dei test falliscono quindi… tenetevi pronti a cambiare idea, spesso e volentieri.

Basare le decisioni sui dati e sulle risposte degli utenti sarà uno sforzo non da poco ma questo ti permetterà col tempo di focalizzarti sempre di più sulle persone per cui scrivi ed il loro contesto. Inoltre ti permetterà di dimostrare e validare le tue scelte in azienda senza dover soccombere a HiPPO (highest paid person’s opinion) di qualsiasi tipo.

Cosa mi aspetto dal domani

Vorrei poterti dire che esiste un master pazzesco dove entri senza sapere nulla ed esci pronto ad entrare nel mercato del lavoro come UX writer competente e preparato ma no, non esiste. Sulla materia ci sono a malapena 2,3 libri (tra cui il mio) frutto dell’esperienza raccolta in azienda e che cercano di mettere insieme i tasselli di questa nuova affascinante materia da cui mi aspetto molto in futuro. 

Per la prima volta, con Digital Update, ho deciso di raccontare in un videocorso tutto quello che ho imparato strada facendo, i principi base che credo possano essere utili nel tuo lavoro (qualsiasi esso sia, sì, perché tutti creiamo contenuti per il web) più qualche strumento e tecnica per lavorare in maniera strutturata ed efficace. Per ogni domanda e curiosità ci sentiamo nel gruppo Facebook di Digital Update e se conosci altre persone interessate all’argomento, ricorda loro di iscriversi alla newsletter

Entra nella community di
Digital Update!

Riceverai gratuitamente:

No grazie!